Report nel 2021 cestinò carte, giornalisticamente interessanti, inviate dall’ex senatore Sergio De Gregorio che riguardavano il piano di Valter Lavitola, amico di Sigfrido Ranucci, di chiedere soldi a Silvio Berlusconi.
A tirare fuori la storia è stato Il Giornale il 24 luglio scorso. Ieri al Corriere della Sera, Giorgio Mottola, l’inviato di Report a cui De Gregorio spedì nel 2021 l’esposto, conferma tutto.Ma prova a difendersi: «Prima di prendere in considerazione gli spunti di De Gregorio ci penso due volte». A Il Giornale risulta che la trattativa tra Mottola e De Gregorio per imbastire il servizio c’è stato. E lo dimostrerebbero messaggi che il Giornale ha avuto modo di visione.Sull’affidabilità di De Gregorio è l’ex senatore che risponde, attraverso Il Giornale, all’inviato di Ranucci: «Se si fidano di Lavitola non possono fidarsi di me... Gli hanno chiesto conto dell’esposto e dei fatti narrati?». Le sembrò strano che Report ignorasse la sua segnalazione? «Certo è singolare.Considerato che per loro Berlusconi e i suoi affari sono sempre stati “selvaggina pregiata”, mi sono chiesto come mai non ritenessero utili quegli approfondimenti. Non che mi importasse molto. Ho inviato quelle carte in un momento di rabbia, convinto - ma era una mia percezione istintiva - che la virulenza del mio arresto, nel 2020, dipendesse anche da quell’esposto in cui toccavo “argomenti troppo sensibili” e realtà scottanti. Insomma, la rabbia e il risentimento per quei fatti mi portavano a cercare rivalsa. Volevo che tutto emergesse...», spiega De Gregorio.Agli atti, della nostra ricostruzione giornalistica, resta il fatto che Report ha ignorato una segnalazione su Lavitola nel 2021. Quando Ranucci e lo stesso Lavitola aveva già avviato una frequentazione stretta.
