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Terrorismo anarchico, la strategia: "Per l'azione servono i giovani. Reclutiamo leve tra i pro Pal e procuriamoci l'esplosivo"

Nelle intercettazioni l’idea dei "workshop" su armi e bombe per formare i nuovi attivisti

Terrorismo anarchico, la strategia: "Per l'azione servono i giovani. Reclutiamo leve tra i pro Pal e procuriamoci l'esplosivo"
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Nella maxi operazione della Digos di Roma e della Direzione centrale della polizia di prevenzione, coordinata dalla pm Lucia Liotti, le misure cautelari sono state disposte per tutti soggetti di età superiore ai trent'anni. I due a capo della cellula anarchica, il romano Nico Aurigemma e la triestina Micol Marino hanno rispettivamente 36 e 39 anni. Lei è la fidanzata di Salvatore Vespertino, figura apicale dell'anarchia, arrestato in Spagna nel 2023 e ritenuto responsabile dell'attentato alla libreria «Il Bargello» di Firenze. Un elemento centrale alla luce dell'attività investigativa, che è riuscita a smantellare proprio il cuore pulsante del gruppo romano. Non sono stati arrestati, infatti, i più giovani del movimento, bensì coloro tra i grandi, che aveano, tra gli altri, collegamenti strutturati con i nuclei di Bologna, Milano, Forlì e Cesena. Questa attività rappresenta un colpo quasi fatale ai danni della galassia perché, come si evince dall'ordinanza del gip, è avvenuta proprio quando la cellula anarchica stava mettendo a punto la strategia per coinvolgere nuove leve.

Argomento emerso durante le loro riunioni in cui però c'era chi nutriva alcuni dubbi: non tutti i giovani, anche quando interessati alle azioni dirette, si rivelano poi affidabili. A differenza delle vecchie guardie, infatti, usano i cellulari, parlano con poca accortezza, non mettono in atto il codice in modo rigoroso. La necessità di arruolare nuovi elementi è però tale da lanciare l'idea di veri e propri «workshop», come si evince dalle intercettazioni. Utili a spiegare «quello che emerge, quello che vedi, tutta una serie informazioni, come poi utilizzarle», dicono riferendosi ad azioni violente e alla capacità di costruire bombe. E il discorso si estende all'ipotesi di reclutare i giovani nelle piazze e, in particolare, tra i pro Pal. Viene quindi incitato il gruppo: «Sulla Palestina, il movimento anarchico è stato completamente assente dal punto di vista teorico e pratico». Un evento da prendere come esempio è quello del corteo a sostegno della Palestina dell'ottobre 2024, durante il quale sono avvenuti gravi episodi di violenza contro le forze dell'ordine: «Questo è quello che manca», cioè «creare le condizioni per spingere» la lotta, «perché le persone hanno voglia», come «a Roma il 5 ottobre, perché poi quando scoppia il casino c'è tanta gente che si mette nel mezzo». E l'obiettivo è chiarissimo: «È l'anarchia. Ma prima abbiamo bisogno che sempre più persone pratichino l'azione diretta e il conflitto. E questo deve essere visibile e praticabile nell'immaginario di più persone». Il modello cui si ispirano è quello di Francia e Germania, dove «ci sono decine e decine di tralicci e robe elettriche che bruciano, bim, bum, bam, sabotaggi ai treni, cioè, un livello in crescendo». Per questo ragionavano su come procurarsi materie prime, tra cui esplosivi, e valutavano il kevlar, materia prima antitaglio resistente al fuoco, come strumento utile per il confezionamento degli ordigni. Discorsi su come poi trasportarli in laboratori artigianali, riferimenti a manuali utili al confezionamento di bombe artigianali e linee guida per l'assemblaggio di esplosivi in riferimento agli attacchi alle reti ferroviarie.

Tutto ciò sempre in nome del loro leader Alfredo Cospito (nella foto) e dei due compagni di lotta Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, morti a Roma pochi mesi fa proprio sul «campo di battaglia», progettando un ordigno.

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