Grillini contro i media. E Facebook "fa la festa" a Marta Grande

Marta Grande: "Contro di me gogna mediatica". Sulle lauree: "Mai detto che valevano in Italia". E su Facebook spunta la (finta) festa di laurea

Grillini contro i media. E Facebook "fa la festa" a Marta Grande
Marta Grande nella sede del quartier generale del M5S

Nessuna intervista, video in differita al posto delle conferenze stampa, fuggi fuggi davanti a telecamere e giornalisti. Mentre Beppe Grillo si concede solo alle testate straniere, i neoeletti del MoVimento 5 Stelle sembrano essere allergici ai microfoni. E la vicenda di Marta Grande, che ha sbandierato ai quattro venti due lauree - una in Alabama e una a Pechino - non riconosciute in Italia, ha persino peggiorato la situazione.

Così per la capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi, i giornalisti non sono altro che "pennivendoli" che gettano fango sul M5S. E la stessa Marta Grande se la prende coi media rei di averla sottoposta alla gogna: "In questi giorni, con tutta me stessa, ho tentato di mantenere un profilo basso", spiega, "Ho dovuto leggere ed ascoltare di tutto, sfuggendo, come meglio ho potuto, ad un vero e proprio stalking da parte di giornalisti (o sedicenti tali), fotografi e cronisti". Anche in questo caso, le grilline "snobbano" i microfoni, preferendo affidare le proprie considerazioni a Facebook o al proprio blog.

Alla stessa rete, insomma, che si è scatenata quando è venuta fuori la questione delle lauree che ricorda da vicino quella di Oscar Giannino. Certo, la deputata grillina non ha detto bugie: quei corsi li ha frequentati e non è colpa sua se per il sistema universitario italiano sono pari a carta straccia. Eppure, proprio come nel caso del giornalista economico, l'ironia della rete si è scatenata. Tra sfottò e battute, poteva forse mancare l'evento Facebook? Tutti invitati, quindi alla festa di laurea di Marta Grande, che si terrà virtualmente il 5 aprile a Pechino, "di fianco al gelataio", recita la descrizione della pagina. Ovviamente sulle note di "Sweet home Alabama".

Al momento i "partecipanti" sono solo 388, molti meno dei 40mila iscritti alla festa di Giannino, ma l'evento sta facendo il giro del web. Tanti i commenti, tra chi pubblica foto divertenti, vignette e battute e chi invita alla calma sottolineando che le persone non si giudicano in base ai titoli di studio. E poi ci sono i sostenitori del M5S che ne approfittano per attaccare la Casta e "quelli che rubano in Parlamento".

Sulla vicenda delle lauree, poi, cerca di fare chiarezza sul suo blog: "In nessun luogo ricordo di aver discusso in merito alla validità o meno della mia laurea conseguita in USA, di quanto o come questa possa avere una validità legale nel nostro paese, quantunque si legga il contrario ed alla mistificazione si sia aggiunto un alone di confusione tanto fuorviante quanto inutile. Ho conseguito una laurea Bechelor of Art in Alabama, cui si accede dopo aver superato un esame dopo le scuole superiori. Un documento del consolato di Miami attesta a chiare lettere che il titolo ha valenza, cosa del resto ovvia, sul territorio statunitense ed offre la possibilità di continuare gli studi iscrivendosi ad un master di primo livello (del resto, anche in Italia, vi si accede non prima di aver conseguito una laurea triennale). Perciò, in seguito al tanto bistrattato titolo a stelle e strisce, mi sono iscritta al suddetto master in Studi Europei presso la Luiss School of Government".

Quella presa a Pechino, poi, non sarebbe affatto una laurea, ma un "corso (non master, come erroneamente ha riportato certa stampa) che quest’estate ho seguito a Pechino, sempre in studi internazionali". E poi c'è quella in Italia: "Attualmente sono iscritta al corso di laurea magistrale in Relazioni Internazionali presso l’università degli studi Roma Tre, per il conseguimento della quale devo solamente discutere la tesi, cosa che per la verità avevo preventivato di fare poche settimane prima della mia elezione alla Camera e che per ragionevoli motivi ho dovuto posticipare, mi auguro solo di qualche mese".