Doveva essere una manifestazione apolitica e apartitica, un’occasione per dare voce ai cittadini esasperati dal carovita e dai prezzi dei carburanti. Niente bandiere, niente sigle e soprattutto niente strumentalizzazioni. Almeno nelle intenzioni. Perché a Torino la protesta si è trasformata nell’ennesima occasione per attaccare il governo, con pesanti insulti a Giorgia Meloni. Ma anche cori contro Roberto Vannacci e provocazioni dei collettivi antagonisti. Insomma, meno male che doveva essere una mobilitazione senza colori politici.

Diverse centinaia di persone si sono ritrovate oggi pomeriggio in piazza Castello per protestare contro i rincari che pesano sulle famiglie italiane. Un’iniziativa nata sui social e sui canali di messaggistica, con l’obiettivo di riunire cittadini di ogni orientamento. “La gente è stanca di non riuscire ad arrivare più a fine mese”, ha spiegato Miriam Marsalona, 23 anni, studentessa di economia e receptionist, tra le promotrici insieme a Nicole Albanese. Una rivendicazione legittima, peccato che qualcuno abbia pensato bene di trasformare la piazza in tutt’altro.
Poco dopo l’inizio del raduno, infatti, sono arrivati almeno un centinaio di giovani e giovanissimi dei collettivi studenteschi, dei centri sociali, dei comitati antifascisti e dei sindacati di base. Gli organizzatori hanno chiesto di non esporre simboli politici, ribadendo che “l’unica bandiera che vorremmo vedere è quella italiana”. Appello rimasto inascoltato. Dalla folla si è alzato il coro “Meloni Vannacci vaffa...”, mentre sono comparsi cartelli contro il generale leader di Futuro Nazionale, tra cui un inquietante “Vannacci come Charlie Kirk”, con riferimento all’attivista conservatore americano assassinato nel settembre del 2025.

Non è tutto. Le forze dell’ordine hanno dovuto invitare ad allontanarsi alcune persone incappucciate che cercavano di inserirsi tra i manifestanti. Prima della partenza del corteo, avvenuta poco dopo le 16, gli stessi organizzatori hanno intimato ad alcuni giovanissimi di scoprirsi il volto. Nel frattempo, una manifestante ha esibito un tricolore con una stella rossa, richiamando le brigate Garibaldi, mentre dal palco sono arrivati riferimenti alla Resistenza e critiche ai governi di ogni colore.
Il corteo si è quindi mosso per le strade del centro storico, continuando a scandire slogan contro Meloni e Vannacci, con la partecipazione anche di giovani dell’area pro-Palestina. Un epilogo che racconta bene il paradosso della giornata: una manifestazione nata per denunciare le difficoltà economiche degli italiani s’è trasformata nell’ennesima piazza contro il governo.
