Non sono bastati l'incontro e i sorrisi. Donald Trump è tornato all'attacco di Giorgia Meloni. Al termine del G7 di Evian e dopo il Consiglio europeo, che non ha soddisfatto le richieste degli Stati Uniti soprattutto in materia di armamenti, il presidente americano ha rivolto parole sprezzanti al premier italiano. "Probabilmente è contenta che io le abbia parlato", la sparata del tycoon, che ha poi implorato: "Mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena".
Il presidente degli Stati Uniti ha pronunciato queste parole durante un'intervista con "L'Aria che tira", su La7. Dichiarazioni che certificano ancora una volta l'irritazione del capo della Casa Bianca e che hanno immediatamente provocato le reazioni del mondo politico italiano. Tra i primi a intervenire è stato il leader di Azione Carlo Calenda, che ha respinto l'attacco rivolto alla presidente del Consiglio. "Trump è un mentitore seriale nonché un bullo da operetta. Personalmente non credo affatto che Giorgia Meloni abbia implorato alcunché. In ogni caso questi insulti vanno respinti in quanto ledono l'onore della Nazione".
"Gli attacchi del presidente Trump alla presidente del Consiglio Meloni sono inaccettabili da respingere con forza. Mi è già capitato in passato di dirlo, lo voglio ribadire, noi non accettiamo attacchi né insulti rivolti al governo del nostro Paese e continueremo a difendere le istituzioni italiane", il commento di Elly Schlein. "Ci aspettiamo però che lo faccia e cominci a farlo di più anche la destra di questo Paese e che capisca quanto è stata sbagliata la strategia di un atteggiamento remissivo verso Trump e questa amministrazione americana - prosegue la segretaria del Pd -. Un atteggiamento che non solo non ha portato risultati, ma che ha danneggiato l'interesse nazionale. Si è visto sui dazi, si è visto sulla spesa militare al 5 percento, si è visto sulle guerre illegali volute da Trump e Netanyahu, e si è visto anche sul Board of Peace, su cui hanno aggirato la Costituzione. Ecco, ci auguriamo che dopo il deprecabile episodio di oggi, questo governo e questa destra aprano finalmente gli occhi sul fatto che quella strategia è stata fallimentare e serve tutt'altro approccio nella politica estera di questo Paese".
Solidarietà da sinistra al premier è arrivata dal senatore del Partito Democratico Filippo Sensi: "Solidarietà a Giorgia Meloni per le parole inqualificabili di Trump". Più articolata e tranchant la reazione dell'ex presidente del Consiglio e leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte: "L’Italia non merita di ritrovarsi così platealmente mortificata. Lo dico da cittadino italiano prima che da politico. È del tutto inaccettabile, poi, che un nostro alleato si permetta di parlare in questo modo dei nostri vertici istituzionali. Spero solo che si apra una riflessione per trarre insegnamento da quanto accaduto. La firma di tutto quel che ci viene richiesto, la rincorsa a foto, a prefazioni di libri non può prevalere mai sul nostro interesse nazionale. Dobbiamo rimboccarci le maniche per il nostro Paese, che deve difendere la sua dignità, la sua credibilità, la sua grandezza".
Duro anche il commento di Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha sì criticato il comportamento di Trump ma ha anche colto l'occasione per biasimare la linea internazionale seguita dal presidente del Consiglio: "Non so se essere più preoccupato per un Trump ormai senza freni, e il problema è che fa il Presidente degli Stati Uniti, o per la credibilità pari a zero di Meloni a livello internazionale, e il problema è che fa
la Presidente del Consiglio dei ministri del nostro Paese. Verrebbe francamente voglia di esprimere solidarietà a Giorgia Meloni. Se non fosse che tutto questo è il risultato delle sue scelte e della subalternità a Trump".
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