Donald Trump torna ad attaccare Giorgia Meloni. Dopo le tensioni esplose ad aprile e i no della premier italiana, il presidente americano ha riservato nuove frecciate al capo del governo durante una telefonata con L’Aria che tira su La7. Trump ha portato subito la conversazione su Meloni: “Come sta il vostro primo ministro? Come sta?”, ha chiesto all’intervistatore, prima di tornare sull’incontro avuto con lei al G7 di Evian. “Probabilmente è contenta che io le abbia parlato. Non ero obbligato a farlo”, ha detto il presidente Usa. Poi l’affondo personale: “Mi ha implorato di fare una foto con lei. Voleva così tanto una foto con me. Avrei anche potuto non farla, ma mi ha fatto pena”.
Ferma la replica della premier: "Dunque, certe cose meritano una risposta immediata. Le dichiarazioni di Donald Trump sono dichiarazioni totalmente inventate. Sono francamente allibita. Non so perchè il presidente degli Stati Uniti si comporti così con i propri alleati, non è del resto la prima volta che accade. Posso solo dire che mi dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell'Occidente, con i nemici degli Stati Uniti con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Però una cosa se la deve ricordare: io e L'Italia non imploriamo mai", ha detto Giorgia Meloni in un video postato sui social.
Le parole arrivano dopo mesi di rapporti complessi tra Washington e Roma. La rottura pubblica era esplosa a metà aprile, quando Trump, in un’intervista al Corriere della Sera, aveva accusato Meloni di ipocrisia sulla crisi militare con l’Iran. Secondo il presidente americano, l’Italia avrebbe beneficiato del petrolio e della protezione statunitense senza però voler contribuire allo sforzo americano: “Vuole lasciare che l’America faccia tutto il lavoro”, aveva detto. Trump si era dichiarato “scioccato” e deluso dalla premier, aggiungendo che pensava avesse “più coraggio”.
In quell'occasione la premier aveva adottato un atteggiamento pragmatico limitandosi a dire che le parole di Trump non arrivassero in modo inaspettato: "Me l'aspettavo. Ma penso che questo non debba far rinunciare le persone a dire quello che pensano anche quando non sono d'accordo. L'amicizia è fatta di questo, il coraggio è fatto di questo". Questo "chiaramente non vuol dire mettere in discussione i nostri storici rapporti con gli Usa. Gli amici ti danno una mano anche e forse soprattutto quando ti dicono che non sono d'accordo".
I dossier Iran, Vaticano e Ucraina
Dietro quelle dichiarazioni si celavano rapporti sempre più tesi per divergenze profonde su alcuni dossier, primo fra tutti quello della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz, con l’amministrazione Trump favorevole a un coinvolgimento militare italiano più netto in chiave anti-Iran, in particolare con l'invio di navi militari e dragamine.
Il momento più difficile si è toccato nella complessa triangolazione che ha coinvolto il Vaticano e la difesa del Papa da parte di Meloni, dopo il doppio attacco della Casa Bianca col tycoon che aveva definito il Pontefice “debole” in politica estera. E il vicepresidente JD Vance che aveva criticato Papa Leone XIV, esortandolo a "stare attento quando parla di teologia" e ad "attenersi alle questioni morali". La premier aveva giudicato quelle parole “inaccettabili”, confermando la solidarietà dell’Italia al Pontefice. Accusa che l'inquilino della Casa Bianca aveva rispedito al mittente: "Parole inaccettabili? È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l'Iran ha un'arma nucleare che farebbe saltare in aria l'Italia in due minuti".
Nelle settimane successive i toni si sono abbassati e tra maggio e inizio giugno si è assistito a un sostanziale silenzio diplomatico. È possibile che la diplomazia abbia lavorato sotto traccia per arrivare al G7 di Evian e avere un disgelo lungo l’asse Roma-Washington.
Poco meno di 24 ore dopo è arrivata la frecciata a La7, estesa anche al Vecchio continente: “Gli europei hanno sbagliato tutto sull’energia e sull’immigrazione. Se non risolvono questi problemi, l’Europa non sarà mai più la stessa”. Poi la critica alle politiche green: “Tutte quelle pale eoliche sono un fallimento”.
Infine, sull’Ucraina, il presidente americano ha preso le distanze dal dossier dell’adesione di Kiev all’Ue e dalle possibili conseguenze nei rapporti con Vladimir Putin: “Non sono coinvolto in questa questione. Noi vogliamo soltanto la pace”.