Dopo la coppa di Piacenza, ora è il prosciutto di San Daniele ad essere escluso dalle mense scolastiche di Pordenone. Una polemica sulla quale è intervenuto anche il ministro Giuseppe Valditara. «Premesso che le mense scolastiche sono di competenza dei Comuni e non del Ministero, eliminare il prosciutto dai menù delle scuole come forma di rispetto verso gli studenti di religione islamica rappresenta un preoccupante segnale di rinuncia alla nostra identità», dice al Giornale il titolare del ministero dell’Istruzione e del Merito. Per Valditara si tratta di «una scelta grave, a dispetto delle tradizioni friulane e della qualità del made in Italy, a danno della filiera agroalimentare e dei suoi lavoratori». Il ministro ritiene che sia «giusto garantire agli studenti musulmani pasti alternativi nel rispetto delle loro convinzioni religiose», ma «questo non può significare l’imposizione di abitudini alimentari a tutti gli altri». Valditara, quindi, traccia la rotta da seguire: «Sì all’integrazione, no a un’inclusione intesa come rinuncia alla nostra identità e alle nostre tradizioni».
Il consigliere regionale meloniano Stefano Balloch e l’eurodeputata leghista Anna Maria Cisint sono stati tra i primi a sollevare il problema. «Il rispetto delle diverse culture e sensibilità religiose è un principio sacrosanto, ma l’integrazione non può e non deve tradursi nella rinuncia alle nostre tradizioni», spiega Balloch secondo cui la soluzione è «garantire alternative alimentari a chi ne ha necessità, senza eliminare per tutti alimenti che appartengono alla nostra cultura». Anche Cisint al Giornale dichiara: «Non dobbiamo rinunciare ai nostri valori, alle nostre radici, alla nostra cultura che è anche tutela del nostro patrimonio storico e culinario, la nostra tavola. Non possiamo accettare alcuna forma di arretramento culturale che lasci spazio all’Islam più radicale, che non è qui per integrarci ma per sostituirci».
L’eurodeputato di Fratelli d’Italia Alessandro Ciriani, già primo cittadino di Pordenone, spiega al Giornale che da sindaco non ha mai controllato i menù dei bambini «perché c’è un nutrizionista che stende una lista generale di quello che serve per la società che prepara i pasti per i bambini». Ciriani, quindi, assicura: «Escludo categoricamente che sia arrivato un input politico dalla giunta, dal sindaco o dall’assessore di togliere la carne di maiale» e ipotizza: «forse c’è la volontà di fare piatti più leggeri, mettendo il pollo al posto della carne di maiale».
La precisazione, poi, arriva direttamente dal sindaco attuale di FdI, Alessandro Basso, che chiarisce: «Nessuna direttiva, nessuna indicazione di alcun tipo da parte del Comune: i menù delle mense scolastiche cittadine seguono i criteri nutrizionali definiti dalle aziende sanitarie a livello regionale, con l’obiettivo di garantire ai bambini un’alimentazione sana ed equilibrata». Il primo cittadino di Pordenone ritiene che «offrire piatti alternativi per rispettare i diversi precetti religiosi è legittimo e giusto, a patto che le tradizioni della nostra terra restino pienamente al loro posto» e, perciò, annuncia che avvierà un confronto con l’Azienda sanitaria affinché i cibi tipici del Friuli Venezia Giulia siano inseriti nelle mense scolastiche all’interno di «un’alimentazione equilibrata»
