Forti polemiche sono scoppiate oggi al Parlamento europeo di Strasburgo dopo l’inaugurazione della mostra antiaborto “Just EUman - Come nasce un cittadino europeo”, promossa dall’eurodeputato Paolo Inselvini (FdIECR) insieme all’associazione Pro Vita & Famiglia.
L’esposizione, allestita nello Spazio Emilio Colombo dell’edificio Weiss, è composta da quattordici pannelli e dalla proiezione del video “Baby Oliver” e resterà visitabile fino al 17 settembre con l’obiettivo di raccontare “lo sviluppo umano dalla fecondazione alla nascita”. Una mostra che ha scatenato le ire della co-presidente di The Left, Manon Aubry, la quale ha chiesto che l’evento venisse censurato in quanto incompatibile con i diritti delle donne riconosciuti dall’Unione. “Un oltraggio a tutte le donne”, ha detto l’eurodeputata del M5s Carolina Morace che si chiede “come sia possibile che il Questore del Parlamento europeo, il polacco Zlotowski, abbia potuto autorizzarla”. Morace ha, poi, aggiunto: “La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola apra un’indagine interna per verificare che tutte le procedure siano state rispettate visto Zlotowski è un membro dello stesso gruppo di Fratelli d’Italia”. E ancora: “Grazie al riconoscimento dell’aborto - ha detto - come diritto, la salute, la Vita e il futuro di ogni donna non sono più subordinati a norme scritte da uomini, ma sono il frutto di una nostra scelta libera e consapevole”. Morace, infine, si è chiesta: “Giorgia Meloni, che è una donna, non ha nulla da dire?”. Durissima anche la posizione del Partito Democratico con l’eurodeputata Alessandra Moretti che ha definito l’esposizione “un’offesa”. Moretti non ha dubbi: “Vedere una mostra contro il diritto all’aborto all’interno del Parlamento europeo è inaccettabile, così come è grave che sia stata autorizzata”. Moretti ha ricordato che “solo ieri quest’aula ha celebrato Emma Bonino e le sue battaglie per la salute riproduttiva: questa mostra è un insulto alla sua memoria e alle conquiste civili delle donne”. E ancora: “Il modo migliore per onorare la sua figura non sono gli applausi di circostanza, ma le azioni concrete. Questa mostra rappresenta un insulto aperto alla sua memoria e una ferita alle conquiste civili di tutte le donne”.
Il meloniano Inselvini ha attaccato: “Ci sono state polemiche, addirittura qualcuno ha chiamato e urlato alla censura. Chiedono che questa mostra non sia permessa. Come al solito, quando c’è qualcuno che ha idee diverse dalle loro, cercano appunto di chiuderci la bocca”. L’eurodeputato di FdI, parlando con l’Ansa, ha detto: “Proprio qui al Parlamento Europeo, dove spesso è negato il diritto alla vita, noi vorremmo che si lavorasse per maggiori finanziamenti per la famiglia, per le giovani coppie, per le madri in difficoltà, perché questo è quello che dobbiamo fare”. Inselvini non ha dubbi: “Dobbiamo fare in modo che diventi anche solo impensabile fare in modo che sia soppressa la vita nascente. Anche perché a testimoniare che è vita non siamo noi, non è l’ideologia, a differenza di quella che spesso muove la sinistra, ma sono i dati di fatto, la scienza che lo dimostra, che sicuramente non è Ecr”. L’eurodeputato di FdI è convinto che “non esista un diritto all’aborto, tant’è che anche la legge in Italia non garantisce questo diritto” e che “il primo diritto, tra l’altro attestato da tutti gli accordi internazionali, sia quello della vita”. Inselvini, poi, ha concluso: “Sfido tutti coloro che ci dicono che noi siamo brutti, cattivi, retrogradi: sediamoci a un tavolo in maniera imparziale, lungimirante e insieme lavoriamo a fare in modo che nessuno possa anche solo pensarlo”. Anche Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo Ecr al Parlamento Europeo di Strasburgo, si è scagliato contro la censura: “In questi anni abbiamo visto innumerevoli eventi promossi dalle sinistre nel Parlamento europeo per celebrare l’aborto come uno dei caposaldi della civiltà europea al punto da volerlo inserire tra i diritti fondamentali dell’Unione Europea. È una visione che noi conservatori non condividiamo , ma che non ci verrebbe mai in mente di censurare”. E ancora:“Prendiamo invece atto, ancora una volta, che la soppressione delle idee, come la soppressione della vita, resti una priorità nell’agenda politica delle sinistre. La nostra agenda va nella direzione diametralmente opposta, quella della vita, sempre”. Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita & Famiglia, nel corso dell’inaugurazione della mostra, ha detto: “Ci hanno convinto che noi donne dobbiamo pagare l’emancipazione con la morte dei nostri figli”. Poi, ha aggiunto: “Nel grembo umano c’è un essere umano e abortire significa ucciderlo e ferire tremendamente la madre”. E, infine, ha concluso: “In Europa si è votato per mettere l’aborto tra i diritti fondamentali e per finanziarlo, ma da oggi l’Europa non ha più alibi. Chi ha visto la mostra non può più dire di non sapere”.
