Una bambina di Martina Franca è stata salvata ad appena 17 giorni di vita grazie allo screening precoce previsto dal servizio sanitario nazionale grazie al programma pubblico Genoma-Puglia, tra i primi al mondo.
I medici hanno scoperto che la bimba, di nome Vittoria, aveva una invisibile ma grave immunodeficienza combinata, la Scid, una patologia rara che compromette il sistema immunitario e può trasformare un’infezione comune in un pericolo per la propria vita. Oggi Vittoria si appresta a compiere un anno di vita dopo essere stata curata attraverso una catena rapidissima di diagnosi e cura, screening neonatale super esteso, analisi genomica e trapianto di cellule staminali emopoietiche, donate dalla sorellina. I suoi genitori hanno aderito sia allo screening neonatale super esteso sia al programma Genoma-Puglia. Il laboratorio di Patologia clinica dell’Ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, e successivamente il laboratorio di Genetica dell’Ospedale Di Venere, hanno permesso di arrivare alla diagnosi di Scid quando la bambina aveva appena 17 giorni. La piccola, dopo essere stata presa in carico dalla Pediatria del Giovanni XXIII, è stata poi indirizzata all’Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, dove è stata subito sottoposta al trapianto, prima che un’infezione compromettesse gravemente le sue condizioni e le possibilità di cura.
“La storia della piccola Vittoria è un bellissimo esempio della forza del Servizio sanitario nazionale pubblico. Una straordinaria rete di prevenzione, diagnosi e cura ha consentito di individuare la malattia prima della comparsa dei sintomi e di accompagnare la bambina fino al trapianto al Bambino Gesù di Roma”, dichiara il deputato Ugo Cappellacci, presidente della commissione Affari Sociali della Camera. “È la conferma della bontà della strada intrapresa in questi anni: ampliare gli screening, investire nella diagnosi precoce e mettere in rete le migliori competenze del Paese. Il nostro SSN, quando riesce ad anticipare la malattia, dimostra tutta la sua capacità di proteggere la vita”, aggiunge il deputato azzurro. “Continueremo a lavorare affinché queste opportunità siano progressivamente estese e garantite a ogni bambino, in ogni parte d’Italia. Perché prevenzione e diagnosi precoce non dipendano dal luogo di nascita, ma siano un diritto assicurato dal Servizio sanitario nazionale”, chiosa Cappellacci.
