Per Roberto Vannacci la regione più estrema della nostra penisola sarà la sua Sassonia. A dirlo è stato lui stesso con tono perentorio. Deciso. Peccato, però, che i calabresi siano molto lontani dai tedeschi di AfD. Basta fare qualche domanda sul lungomare di Reggio Calabria, «il chilometro più bello d’Italia» come lo definì Gabriele D’Annunzio, per scoprirlo. Qui si voterà per le suppletive il 27 e 28 settembre e Vannacci ha deciso di trasformare il voto in una prova generale. Anzi, da generale. «Ci temono: Reggio Calabria sarà la Sassonia futurista», assicura. Riportare l’affermazione ci è costata una pernacchia. «La Sassonia? Reggio non è fascista!» ci dice Rocco, pensionato reggino. Il candidato scelto per tentare l’impresa è Domenico (Mimmo per gli amici) Giannetta, ex deputato, consigliere regionale e fino a poco fa capogruppo di Forza Italia in Regione. La sua cadenza è un marchio distintivo. Giannetta ha mollato Forza Italia e si è arruolato nell’esercito futurista. Per molti a caccia di una poltrona alle prossime elezioni. Per Vannacci la posta è alta. Reggio Calabria è la prima vera battaglia elettorale di Fn. Finora ci sono stati sondaggi, adesioni, transfughi, comizi. Adesso arrivano le urne. Il seggio conteso è quello di Francesco Cannizzaro che dopo la sua elezione a sindaco di Reggio Calabria ha dovuto dire addio a Montecitorio. Lo chiamiamo. Sindaco, ha sentito Vannacci? «Si, gli consiglierei un briciolo di prudenza. Non faccia il gradasso. Altro che Sassonia noi faremo di tutto affinché Reggio Calabria per lui si trasformi nella disfatta di Caporetto. Noi abbiamo scelto un candidato forte come Fabio Roscioli, un professionista e un dirigente politico nazionale, perché vogliamo un parlamentare immediatamente operativo a Roma, pronto e capace di rappresentare e difendere gli interessi di Reggio Calabria». Esclude eventuali alleanze con Futuro Nazionale? «Fn, per come si sta comportando in questi mesi, è una forza antitetica al governo. E in questa competizione non può far altro che dare una mano alla sinistra». Il paradosso è che mentre il generale sogna di conquistare Reggio, deve già preoccuparsi di mantenere l’ordine nella caserma. Luca Sforzini, vannaccino della prima ora è stato espulso. Accusato dai suoi di essere troppo liberale e di non rispettare la disciplina interna. Da una parte Vannacci marcia su Reggio promettendo la Sassonia sullo Stretto, dall’altra deve controllare che nessuno rompa le righe. Il plotone d’esecuzione è stato convocato il 28 settembre i cittadini di Reggio Calabria saranno pronti a fare fuoco?

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