La realtà è che lui si diverte e gioca tra il reale e l’immaginario, come un vecchio commediante che improvvisamente si è ritrovato sulla scena e scopre, quasi incredulo, di raccattare una certa fama. La sua fortuna comincia quando la solita confraternita di moralisti scova un suo scritto pieno di goliardie e luoghi comuni e lo sbatte in prima pagina come la prova che i «colonnelli» stanno preparando un colpo di Stato. Le prove sono in un copione di Mario Monicelli del 1973 dal titolo evocativo e con protagonista Ugo Tognazzi. Il bello è che lettori e intellettuali ci credono e cominciano a smaniare. È tanta la voglia di sentirsi antifascisti che reclutano un duce di cartapesta.L’autore prima si chiede se non siano tutti impazziti, poi si schernisce, siccome è uno di quelli che ci tiene alle qualifiche fa notare che lui, cribbio, è un generale di divisione e pure della Folgore. Insomma, altro che colonnelli. Alla fine ci crede e va, via Carroccio, in Europa e poi si mette in proprio. È il «miles gloriosus» di Plauto che fa carriera e rispolvera tutte le anticaglie che la destra aveva messo da parte, saluti romani e «credere, obbedire, combattere» e si diverte, perché fa il verso a quello che la sinistra spaccia come fascismo eterno. È la parodia di «Fascisti su Marte». È Goldoni e Ionesco in un teatro di avanspettacolo. È Capitan Fracassa che fa esattamente la sua parte, il soldato di ventura vanaglorioso, che prende in giro gli altri e soprattutto se stesso.Il segreto è farli abboccare: elettori del populismo senza limiti e stracciavesti della sinistra surreale. Ecco allora gli effetti speciali messi su con l’intelligenza artificiale da quattro soldi. Il 20 luglio un video creato con Grok con lui vestito da imperatore e Schlein, Conte, Prodi e Boldrini nella fossa dei leoni. Indignazione. E lui ride. Il 25 luglio un Vannacci.
