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Vasche sicure, passa la legge contro i bocchettoni irregolari

L’ok in Senato, superato il blocco delle lobby chi non segue le norme, chiude

Salvini a cena con i parlamentari. La "promessa" sul Viminale

La cronaca di quest’estate è stata impietosa. E la morte della piccola Alice, 11 anni, rimasta incastrata con i capelli nel bocchettone della piscina dei bagni Segesta di Sestri Levante ha segnato una linea talmente dolorosa oltre la quale non si vuole andare. Le piscine devono essere luoghi di svago, non scenari di tragedie. Per questo il voto al Senato per aumentare la sicurezza è passato con approvazione bipartisan per alzata di mano: la norma che introduce una stretta su impianti pubblici, privati aperti al pubblico e a uso collettivo, sarà in vigore dal primo agosto. Pena per chi non rispetta le regole sugli impianti di aspirazione: la chiusura.

Il provvedimento era già passato alla Camera il 23 luglio e con il disco verde del Senato diventa ufficialmente legge. Un’accelerata sul finale che ha recuperato il tempo perso nell’eterno dibattito tra quelle che

lo stesso ministro alla Protezione civile Nello Musumeci ha definito «lobby». Qualche settimana fa, dopo l’ennesimo incidente mortale, era esploso, denunciando «le pressioni corporative» che bloccavano il disegno di legge. Blocco superato.

I sistemi di ricircolo e le prese di aspirazione - dai bocchettoni alle griglie di fondo - dovranno garantire standard tali da impedire l’effetto ventosa. Previsto anche l’obbligo della cuffia per gli under 16, per contenere i capelli ed evitare incidenti vicino agli impianti di aspirazione. Il governo ha anche istituito un fondo da 4,7 milioni di euro per il 2026 destinato all’adeguamento delle piscine pubbliche.

Il provvedimento, aveva sottolineato il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini, «proibisce di avere bocchettoni che creano vortici che risucchiano, come purtroppo è accaduto in questi ultimi

giorni, togliendo la vita a troppi bimbi e a troppe bimbe». «Non possiamo permettere che momenti di svago e vacanza si trasformino in tragedie a causa di carenze strutturali o mancanza di prevenzione - commentano dai banchi di Fratelli d’Italia - Preservare la sicurezza in acqua e promuovere l’apprendimento del nuoto fin dall’infanzia significa tutelare la vita, la salute e la dignità dei cittadini e delle strutture ricettive del nostro Paese». Restano altri nodi da affrontare: in primis il numero e la preparazione dei bagnini. È stato lo stesso Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari, a chiedere un piano per promuovere il loro ruolo.

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