“Sigfrido Ranucci torna a parlare e urla al complotto. Ieri a Lavarone ha parlato da leader politico, non rispondendo ai giornalisti sull’inchiesta che lo riguarda e affermando: ‘in mezzo alla mia gente sto benissimo’”. Così Fabrizio Gaucci di Esperia, in un video pubblicato su Instagram, commenta le dichiarazioni rilasciate ieri a Repubblica dal conduttore di Report.
Ranucci “arriva a parlare di una ‘chiara regia’, di un ‘piano globale’, di una guerra partita ‘da più in alto e da più lontano’. Tira dentro Trump, Musk, Bezos, Bannon, Peter Thiel, Netanyahu, la destra americana, Palazzo Chigi. E, addirittura, anche noi di Esperia complici dell’attacco all’Ue e alla democrazia”, prosegue il collaboratore di Esperia. Una tesi a cui nemmeno il quotidiano fondato da Eugenio Scalfaro dà credito. “Persino Repubblica, introducendo le sue parole, scrive che Ranucci ‘allarga la sua difesa a complicate cospirazioni storiche e internazionali’”, fanno notare da Esperia.
“Ranucci sembra avere una capacità di analisi tale da individuare una gigantesca rete internazionale che dagli Stati Uniti arriverebbe fino a Esperia. Peccato che, - dice ancora Gaucci - nel frattempo, non si fosse accorto di quello che stava facendo un uomo che frequentava da anni e con il quale aveva un rapporto che lui stesso ha definito di fraterna amicizia. Una volpe!”. Esperia ricorda che “Valter Lavitola ha infatti confessato di essere stato il mandante dell’attentato contro Ranucci”. Sul media diretto da Gino Zavalani, poi, si ripercorre la vicenda giudiziaria mettendo in evidenza che se da un lato “Lavitola sostiene di aver organizzato l’azione per il bene dell’amico per far aumentare il suo livello di protezione”, dall’altro lato “il GIP ha invece indicato un’altra possibile finalità: accrescere la popolarità di Ranucci e accelerarne eventuali progetti politici”. A tal proposito, da Esperia parte una prima richiesta di spiegazioni sul sondaggio effettuato da Lavitola perché “dalle carte emerge che Ranucci non si limitò a riceverlo, ma partecipò alla sua preparazione, sistemando alcune domande”. Esperia si rivolge per un’ultima a Ranucci sostenendo che “dovrebbe rispondere per esempio alle domande che gli abbiamo fatto noi di Esperia sul suo libro La Scelta, sulle sue relazioni con fonti e stagiste”. E, infine, ancora: “E soprattutto: su quali fatti concreti sostiene che Esperia faccia parte di questa fantomatica regia internazionale? Perché noi non abbiamo bisogno di complotti. Abbiamo fatto delle domande. E stiamo ancora aspettando le risposte”.
