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Il vero nemico del Generale

Di fronte al volto più noto del progressismo un po' stizzito, colei che chiama destra-destra chi non vota il Pd, si è seduto un uomo che ha fatto capire al Paese due cose semplici

Il vero nemico del Generale
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La sinistra ci è cascata con tutte le scarpe, anzi sarebbe meglio dire gli scarponi. Dopo avere inventato il fenomeno Vannacci ai tempi ormai preistorici del «Mondo al contrario», ha messo in scena nel salotto più radical chic della gauche italiana quella che doveva essere la prova che Giorgia Meloni rischia grosso a causa del generale. E invece è stata una Caporetto per Lilli. Di fronte al volto più noto del progressismo un po' stizzito, colei che chiama destra-destra chi non vota il Pd, si è seduto un uomo che ha fatto capire al Paese due cose semplici: Vannacci non ha come avversario né Salvini, né la destra di governo, ma considera il nemico da abbattere la sinistra woke e gender. Proprio quella che piace tanto a Gruber. Seconda cosa, Vannacci ha dimostrato che non parla all'elettorato di centrodestra, ma si candida ad essere il neo Grillo dell'uno vale uno calato dall'era del web a quella del pericolo islamista, dove famiglia e tradizione tornano parole d'ordine per molti più italiani di prima.

Tanto che i sondaggi già ci dicono che il grosso dei voti non viene da destra, ma dagli indecisi e dagli ex 5 stelle che hanno abiurato l'accordo di Conte con Schlein. Non so come andranno le Politiche perché non sono una fattucchiera, ma scommetto che da oggi la sinistra ha in Vannacci un'arma più spuntata.

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