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Il vero paradosso su Ferragni, il piccolo archivio di Schlein e Trump: quindi, oggi...

Quindi, oggi...: i soldati europei in Groenlandia, il futuro dell'Iran e Yulia Tymoshenko

Il vero paradosso su Ferragni, il piccolo archivio di Schlein e Trump: quindi, oggi...

- Non è carino dire: “avevo ragione io”. Però un po’ sì, su questa rubrica abbiamo avuto ragione quando sostenevamo che accanirsi per via giudiziaria contro Chiara Ferragni era sbagliato. Oltre che inutile. L’influencer è stata costretta a saldare multe milionarie per pratica commerciale scorretta, ha pagato la furbizia sui Pandori con la gogna mondiale, ha perso tutto il suo impero, ha quasi dovuto chiudere bottega, è considerata una sorta di paria quando prima era portata in giro come una regina. C’era davvero bisogno di processarla per truffa? No. Perché era logico che la truffa aggravata sarebbe caduta in tribunale e che le querele di parte sarebbero state ritirate una volta raggiunto l’accordo economico. Fatica sprecata.

- Poco importa se Chiara è stata “assolta” o “prosciolta”. La verità è che l’Italia dovrebbe imparare la differenza tra errore e reato. Non tutto quello che merita di essere punito deve poi portare a una condanna sul piano penale. Ferragni ha commesso un peccato grave? Sì. Ha pagato? Abbondantemente, sia dal punto di vista amministrativo (la multa dell’Agcom) sia in termini di visibilità. Non vi era alcun bisogno di accanirsi per via giudiziaria: davvero potete pensare che quella pubblicità ingannevole nascondesse una truffa fatta e finita?

- Per condannare moralmente o politicamente una persona non c’è bisogno per forza del timbro giudiziario. Selvaggia Lucarelli ha fatto ciò che i giornali fanno in un Paese sano: ha denunciato un comportamento scorretto, ha provocato una sanzione e distrutto la credibilità di chi predicava bene e razzolava male. Fine. Non serviva altro.

- Che poi, se fossimo andati a processo, i pm avrebbero dovuto dimostrare che vi fosse stato del dolo, ovvero la volontà esplicita, studiata e pianificata di raggirare i consumatori. Il che, con tutto quello che potete pensare di Chiara Ferragni, mi sembra un tantino troppo.

- Il paradosso è che adesso questa assoluzione, o proscioglimento, finisca col riabilitare Ferragni, fino a ieri radioattiva. Vedrete.

- Tutto fa presagire che Trump alla fine un qualche intervento in Iran lo farà. Però vorrei segnalare che, per quanto riguarda il Venezuela, ha agito a sorpresa, come in tutte le guerre e nei raid lampo. In questo caso il tutto potrebbe anche risolversi in un’azione più dimostrativa che volta a ribaltare davvero il regime. Vedremo nelle prossime ore.

- Questa è bella: pare che Elly Schlein conservi le prime pagine di Repubblica con i titoli sulle vittorie elettorali del centrosinistra. Non deve essere un archivio molto grande.

- Occhio ai titoli sui soldati di Francia, Germania e Norvegia diretti in Groenlandia. Perché al momento si tratta di pattuglie di ricognizione che, nel caso della Norvegia, consistono in due ufficiali militari. Due.

- Ah, il rapinatore del varesotto rimasto ucciso dopo una colluttazione era un rom. Strano.

- Siamo tutti consapevoli che, se sotto un presidente filorusso un’agenzia ucraina avesse perquisito Yulia Tymoshenko, pur essendo deputata e leader dell’opposizione, avremmo gridato allo

scandalo e alla manovra politica? Yulia venne arrestata sotto Yanukovych e il suo arresto portò alla rivoluzione di EuroMaidan e al sostegno dell’Occidente tutto. Oggi storia simile, però…

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