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“Vietato inneggiare a Hamas?”. Il comunista Acerbo imbarazza la Schlein

Bufera sul segretario di Rifondazione comunista, favorito dal Pd nella corsa al ritorno in Parlamento. Calenda lo stronca: “Immorale, incoerente e irresponsabile”

Maurizio Acerbo

“Quindi? È vietato inneggiare a Hamas?”. La domanda porta la firma di Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione comunista. E basterebbe già questo per interrogarsi sulla deriva di una certa sinistra italiana. Perché Hamas non è un movimento di liberazione nazionale, ma un’organizzazione terroristica responsabile dei massacri del 7 ottobre. Eppure, dalle parti della falce e martello, qualcuno sembra considerare prioritario difendere la possibilità di celebrarla. Perchè in un altro tweet evidenzia: “Inneggiare a un movimento di resistenza non è antisemitismo. lo diventerà quando sarà approvato il ddl antisemitismo”. Una provocazione? Una battaglia per la libertà di espressione? Acerbo potrebbe chiarirlo. Nel frattempo la sua uscita ha scatenato una raffica di reazioni politiche, anche nel campo progressista.

https://x.com/maurizioacerbo/status/2114402409309253673

Il più duro è Carlo Calenda. “Non è vietato. È solo immorale, incoerente e irresponsabile”, replica il leader di Azione, paragonando l’eventuale esaltazione di Hamas a quella di Vladimir Putin. Poi l’affondo: “Ma voi comunisti oramai inneggiate a qualsiasi cosa - fascisti, estremisti islamici, terroristi - sia antidemocratico”. Nel mirino finisce inevitabilmente anche Elly Schlein: “Complimenti ad Elly Schlein e al Pd per aiutare questa gente ad entrare in Parlamento. Non siete meglio di chi sostiene Casapound”.

Il riferimento è all’operazione politica che ha consentito a Rifondazione comunista di costituire una componente al Senato grazie ad Andrea Crisanti. Il parlamentare, eletto con il Pd, ha lasciato il gruppo dem per trasferirsi al Misto e agevolare il partito di Acerbo, riducendo gli ostacoli legati alla raccolta delle firme per le prossime elezioni. Un’iniziativa concordata direttamente con la segretaria democratica.

Una mossa che sta creando più di qualche imbarazzo. Filippo Sensi, senatore del Pd, non nasconde l’irritazione: “Gli abbiamo pure prestato un senatore a questo fenomeno”. Ancora più netto il segretario nazionale del Partito Liberaldemocratico Luigi Marattin, che ricorda come il leader comunista si interroghi sulla possibilità di inneggiare a Hamas proprio dopo aver beneficiato dell’aiuto democratico. La conclusione è una dichiarazione di guerra politica: “Fare tutto il necessario. Tutto. Pur di evitare che questi vadano al governo”.

Una domanda provocatoria non equivale automaticamente a un’apologia del terrorismo, ma il problema politico resta tutto. Acerbo è libero di sostenere le proprie posizioni, così come gli altri sono liberi di giudicarle irresponsabili. Soprattutto quando si parla di un’organizzazione che ha fatto del terrorismo uno strumento di lotta. Il paradosso, semmai, riguarda la Schlein. Mentre il Pd cerca di costruire un’alternativa credibile al centrodestra, si ritrova a facilitare il ritorno sulla scheda elettorale di un partito il cui segretario sceglie di aprire una discussione sulla possibilità di inneggiare a Hamas. Acerbo sogna il “fronte costituzionale”, ma resta da capire se per la segretaria democratica sia davvero questo il genere di alleati con cui presentarsi agli elettori.

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