L’arte dei contrari tra sogno e realtà: la magia del Kabuki

La sua anima si chiama «danza dei contrari»: tecnica espressiva raffinatissima che fa apparire la leggerezza grave e la gravità leggera. Una sorta di combinatio oppositorum ineguagliabile che riguarda tutti gli elementi scenici ma che risulta tanto più miracolosa perché si realizza nel corpo di ogni singolo attore/danzatore. Questa straordinaria energia - fatta di dis-equilibrio, gestualità simbolica, improvvisi stop, movimenti minimi ma percettibili sotto costumi e trucco vistosi - caratterizza una tradizione che risale al XVII secolo. Fu in quel periodo che in Giappone si codificò il teatro Kabuki, forma di spettacolo plebeo (cui vanno accostate altre tipologie sceniche quali il Nô, il Banraku e il Kyogen) la cui origine va ricollegata a danze dove l’elemento sacro si univa a quello profano e dove il divertimento sposava la stravaganza. Fatto sta che da allora a oggi il Kabuki non ha perso nulla della sua intensità artistica e della sua forza immaginifica. A 14 anni di distanza dall’ultima tournée italiana e dallo produzione vista al teatro dell’Opera nel febbraio 1996, la compagnia Gran Kabuki di Tokyo torna a Roma domani e martedì per due sole repliche del vitale «Yoshitsune e i mille ciliegi» (appuntamento all’Argentina per le ore 20). Si tratta di un celebre lavoro di repertorio, un esempio massimo di Kabuki, con 40 attori/danzatori in scena, costumi dai colori accesi, musica dal vivo e vibranti grumi di energia. Tanto più che a guidare la numerosa compagnia c’è il giovane Ebizo Ichikawa XI, interprete di carisma nonché discendente della dinastia di attori Ichikawa. Un evento da non perdere che promette atmosfere da sogno. A differenza di ciò che si potrebbe credere, questo spettacolo, per il quale è prevista traduzione simultanea con auricolare, è adatto a tutti. Basta entrare nelle pieghe di una storia dai contorni mitici dove il protagonista si sdoppia: nella prima parte è Tadanobu, servitore del guerriero Yoshitsune; nella seconda si trasforma in una volpe dai poteri soprannaturali. La vicenda si muove perciò tra favola e tradizione guerriera, incrociando i destini di un guerriero, di una concubina, di un tamburo e di un cucciolo di volpe. Informazioni: 06/684000311.

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