L’Europa pronta a riprendersi i fondi di Voltri

Era il gennaio del 2001 quando l'Autorità Portuale di Genova concesse al Comune, fino al 31 dicembre del 2015, la temporanea occupazione e l'uso di un compendio demaniale marittimo sito a Voltri, a mare di via Camozzini. Nelle venti pagine dell'atto di concessione pluriennale si legge che l'area, della superficie complessiva scoperta di 5.656 metri quadrati, doveva essere, in una prima fase, «adibita a parcheggio nell'ambito speciale di riqualificazione urbana del litorale tra Pegli e Voltri e nelle fasi successive, accogliere altre funzioni di servizio pubblico inerente il tempo libero e lo sport, ed in particolare servire per realizzare una casa di riposo».
La pubblica amministrazione dal 2001 al 2015 avrebbe dovuto pagare un canone annuo di 15milioni di vecchie lire, (per la precisione 15.059.000), ed il versamento del deposito cauzionale pari a 40milioni di lire. Questo in sostanza fu l'accordo che otto anni fa il Comune di Genova strinse con l'Autorità Portuale. Entro il 2015 l'area di Voltri a mare di via Camozzini doveva diventare un luogo d'aggregazione e di svago per i giovani e un rifugio per la vecchiaia di molti anziani. Ma siamo nel 2009 e di tutti questi progetti neanche l'ombra. Intanto però il Comune di Genova ha beneficiato dei finanziamenti di Obiettivo 2. Sempre nell'atto di concessione si legge infatti che gli investimenti programmati sono reperiti dalla pubblica amministrazione «in parte dal proprio bilancio ed in parte attraverso il Programma Comunitario DOCUP - Obiettivo 2, «Recupero siti industriali dismessi», che può solamente essere sviluppato in forza di specifico titolo concessorio ultradecennale. La costruzione di nuovi manufatti in luogo di quelli preesistenti obsoleti e fatiscenti, deve avere lo scopo da un lato, di valorizzare il pubblico demanio e dall'altro, di migliorare le condizioni di fruibilità degli spazi, favorendo, come indicato nel Piano Regolatore Portuale, lo sviluppo di funzioni urbane nella zona del ponente».
Ma non finisce qui. La passeggiata di Voltri, costata al comune la bellezza di 3.800.000 di euro per tre lotti e poi seriamente danneggiata dalla mareggiata del 30 ottobre 2008, poteva, anzi doveva, essere costruita in modo diverso. A testimoniare questo, esiste un progetto dello studio associato di consulenza e ingegneria per il settore marittimo portuale «Bussetti e Cozzi», che nel maggio del 2000 fece un'analisi sulla stima dell'innalzamento del livello marino nell'area costiera di Genova - Voltri. «Dopo aver esaminato i valori causati dall'oscillazione della marea, quelli prodotti dal moto ondoso, gli effetti del vento trasversale e longitudinale alla costa - si legge nelle conclusioni -, è stato possibile valutare gli innalzamenti tipici e quelli estremi del livello del mare a riva, nell'ipotesi cautelativa che i differenti valori si presentino simultaneamente. Ecco perché il posizionamento previsto per la passeggiata da realizzare lungo la battigia, ad una quota comunque superiore a 4,75 metri sul livello del mare, siano idonei per escludere che il piede dell'opera e la struttura stessa possano essere raggiunti dalle inondazioni che interessano il passaggio con frequenza tale da limitarne la fruibilità, la sicurezza e la durata nel tempo in maniera significativa».
Scripta manent, verba volant; a volare però non sono state solo le tegole di legno della passeggiata di Voltri in seguito alla mareggiata, ma soprattutto le promesse di una riqualificazione complessiva dell'area a mare di via Camozzini che per il momento, non ha visto l'ombra e neppure il progetto della fantomatica casa di riposo per anziani.
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