È della Lazio il primo sorriso Ballardini: «Belli e fortunati»

ROCCHI «Mourinho dice che non abbiamo meritato? Chi vince ha sempre ragione»

È della Lazio il primo sorriso Ballardini: «Belli e fortunati»

Il tecnico ha fatto centro al primo colpo, il portiere ha compiuto almeno tre interventi decisivi, il capitano è tornato a Pechino dopo un anno e ha colpito. La vittoria della terza Supercoppa della Lazio porta soprattutto la firma di Davide Ballardini, Fernando Muslera e Tommaso Rocchi. «Un successo raggiunto per l’orgoglio di portare sulla maglia il logo di Roma, ma anche per la responsabilità di poter trasmettere a livello mondiale dei messaggi di cambiamento del mondo del calcio, basato sui valori autentici dello sport e non solo sull’assioma più spendi e più vinci», le parole del presidente Lotito.
«Vincere una partita contro una grande squadra come l’Inter, dà una grande soddisfazione a tutti - così l’allenatore -. Loro sono più avanti di noi per tanti motivi, ma con tanta attenzione, voglia di sacrificarsi, siamo riusciti a centrare un risultato importante. Siamo stati bravi, quando si affronta l’Inter bisogna giocare bene e noi l’abbiamo fatto dimostrando attenzione e umiltà, ma siamo stati anche un po’ fortunati».
Fernando Muslera, dopo i rigori sventati nella finale di Coppa Italia, ha offerto un’altra grande prestazione: «La parata più difficile? Quella su Milito, ma penso che la più importante è stata quella sulla 0-0 sul colpo di testa di Lucio - ha detto il portiere uruguaiano -. Giocare dall’altra parte del mondo una finale senza la nostra tifoseria e con questo clima non era facile. Possiamo arrivare lontano, ma non dobbiamo fare gli errori della scorsa stagione».
Capitan Rocchi aveva vissuto l’esperienza dei Giochi di Pechino un anno fa: giocò contro la Corea del Sud, segnò un gol, poi si scoprì che aveva una frattura alla testa del perone e la sua avventura olimpica finì in anticipo. Il suo ritorno nella capitale cinese è stato un trionfo: splendido il pallonetto con il quale ha freddato Julio Cesar. «Stefano (Mauri, ndr) è stato bravissimo a vedere che facevo il movimento - ha raccontato l’attaccante -. Poi sono stato bravo io a mettere giù il pallone con il petto e a calciare subito, perchè mi stavano chiudendo. La dedica? Il primo pensiero va sempre a mia figlia». Stuzzicato dalle dichiarazioni di Mourinho («solo l’Inter ha giocato a calcio»), Rocchi ha replicato: «Chi vince ha sempre ragione. Se abbiamo vinto noi, vuol dire che siamo stati più bravi. Avevamo preparato la partita cercando di far gruppo, essere corti, giocare bene in ogni reparto e fare tutto un blocco. L’Inter ci ha messo in difficoltà, ha sfiorato il gol del pari, ma è venuta fuori la nostra voglia di vincere. Dovevamo difenderci bene e riuscire a ripartire in contropiede, ci siamo riusciti». Rocchi ha poi svelato un retroscena: «Pandev mi ha mandato un sms di complimenti. Bisogna trovare una soluzione per la sua situazione e quella degli altri dissidenti».
Matuzalem ha raccontato il suo gol fortunoso che ha sbloccato il match: «Mi sono presentato davanti a Julio Cesar che ha parato, ma la palla mi è sbattuta in faccia ed è andata bene. Sono contentissimo, ho ripagato la delusione per la squalifica nella finale di Coppa Italia». Anche Baronio è entusiasta, Ballardini lo ha schierato a sorpresa fra i titolari: «Venti giorni fa non dovevo neanche andare in ritiro, figuratevi cosa posso provare in questo momento. Ringrazio tutti, ora spero di restare alla Lazio». Dabo, entrato nella ripresa al posto di Baronio, ha propiziato con un’ingenuità il gol di Eto’o. «Mi sono arrabbiato con me stesso, ho fatto un errore da bambino, fortunatamente siamo riusciti a vincere lo stesso - ha detto il francese -. Ci siamo sempre difesi bene e poi abbiamo colpito al momento giusto. Si vede già la mano di Ballardini, parla con tutti e coinvolge tutti. Questa vittoria è anche sua». Infine l’ex Cruz, in campo per 25 minuti: «È un trofeo che rimane nella storia perchè ottenuto fuori dall’Italia. Questo é il destino: due mesi fa ero con l’Inter, oggi parlo da laziale...».

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