(...) Giancarlo Giorgetti pensa già a un subentro in corsa in Lombardia: «Il candidato leghista a governatore potrebbe entrare da subito in giunta per assaporare laria della Regione...». E se invece Formigoni decidesse di ricandidarsi per la quarta volta? Giorgetti non prende nemmeno in considerazione lipotesi: «Non possiamo mica aspettare che Formigoni muoia. Se decide di restare, andrà avanti altri due anni e il federalismo arriverà con lui presidente». In realtà Giorgetti conta sulla spinta congiunta di Formigoni e della Lega, che potrebbe portare il governatore in un ruolo di primo piano a Roma e il Carroccio alla guida della Lombardia: «Si è aperta la finestra della storia per la presidenza della Regione e adesso cè una convergenza di interessi tra la Lega e Formigoni, che può essere un buon presidente del Senato».
Già prima del voto, Formigoni ha avuto un incontro con il leader della Lega, Umberto Bossi, in cui i due (alla presenza dello stato maggiore del Carroccio) hanno discusso di eventuali incarichi di governo per il presidente della Regione. Bossi non ha escluso di rinunciare a un ministero anche pesante in quota leghista, purché a sua volta Formigoni garantisca di lasciare mani libere in Lombardia. Insomma il partito di Bossi, forte del risultato elettorale, non si accontenterebbe di una figura di facciata ma punta a una guida effettiva della Regione, che negli ultimi tredici anni si è modellata a immagine di Formigoni. Inutile dire che lipotesi di abbandonare il campo non piace neppure a Cl, area di riferimento del governatore.
Le trattative per Palazzo Chigi sono ancora in alto mare. Bossi ha lasciato Roma chiedendo quattro ministri. Una richiesta che il Senatùr è pronto a ridimensionare solo se otterrà garanzie sulla Regione. Come spiega Giorgetti «siamo concentrati sulla Lombardia, che per noi è un obiettivo prioritario». Formigoni prende tempo: «Se andrò a Roma o rimarrò a Milano lo vedremo nel giro di una settimana. Si tratta di rafforzare sempre di più la Lombardia». Tradotto in richieste politiche, significa un ministero come gli Interni, gli Esteri o le Attività produttive, che incorporerà lo Sviluppo e lIndustria e a cui faranno riferimento le deleghe dellExpo 2015. Formigoni rimane in corsa anche per la presidenza del Senato ma i suoi destini sono nelle mani della Lega oltre che - naturalmente - di Silvio Berlusconi.
La Lega suona le campane a Formigoni: purché lasci pronti a cedere un ministero
Giorgetti: «Se rimane si ricandida? Non possiamo aspettare che muoia... Con un leghista al Pirellone, subito il federalismo»
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