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Più libri più liberi, ma non tutti: Idrovolante esclusa. La protesta

La fiera ammette 300 espositori, 34 i respinti: "Superata la capienza". L'editore: "Decisione ideologica"

 Più libri più liberi, ma non tutti: Idrovolante esclusa. La protesta
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Più libri più liberi non ce la fa proprio a far partecipare tutti i piccoli editori di destra, e dire che sono così pochi. Dopo le polemiche, e il passo indietro sul patentino antifascista che era stato definito dalla premier una «censura», la fiera della piccola e media editoria ha annunciato ieri che all'edizione 2026 sono stati «ammessi circa 300 espositori, in base agli spazi disponibili». Tanti ma non tutti: «Non è stato possibile accogliere 34 richieste, a fronte di un numero complessivo di domande superiore alla capienza della Fiera». L'elenco è disponibile sul sito plpl.it e poiché l'Aie non aveva diffuso i nomi degli editori che hanno presentato le domande senza firmare l'autocertificazione di adesione ai valori antifascisti, che inizialmente non potevano essere ammesse ma poi sono state accolte, è difficile individuare chi siano gli esclusi. Passaggio al Bosco, l'anno scorso è stato protagonista di accese polemiche, non è presente ma non perché escluso, ha presentato la domanda oltre la scadenza. Nell'elenco degli ammessi ci sono, tra gli altri, gli editori etichettati come di destra: Eclettica, Settecolori e Liberilibri. Così come Giubilei Regnani - Historica. Ma un'esclusione a destra sicuramente c'è: Idrovolante. Ma non sulla base del patentino. Il criterio dovrebbe essere «tecnico». La valutazione, ha spiegato il Festival in una nota, «ha privilegiato i soggetti la cui attività prevalente è quella editoriale... gli editori aderenti alle associazioni di categoria, con priorità per coloro che hanno già partecipato alle precedenti edizioni della Fiera con un proprio stand». Precisando anche che «la dichiarazione con cui la Fiera ha richiamato i valori antifascisti... nelle intenzioni degli organizzatori voleva richiamare un patrimonio comune di valori» e invece è stata «interpretata da alcuni come una posizione diversa da quella che si intendeva esprimere». Posizione che vorrebbe «uno spazio aperto al pluralismo, al confronto, alla libertà».

Ovviamente la vicenda non è stata vissuta così dalla casa editrice Idrovolante che gli anni scorsi aveva uno stand in sinergia. Dice al Giornale l'editore Daniele Dell'Orco: «È stato un modo surrettizio per escluderci, avevamo partecipato alla precedente edizione in sinergia con Eclettica e volevamo farlo anche quest'anno. Eclettica c'è, noi no. Mi sembra chiaro che hanno cercato un modo di escluderci». Posizione poi ribadita sui social della casa editrice: «Una decisione che riteniamo incomprensibile alla luce del lavoro svolto... della qualità del catalogo». E ancora: «Fino ad ora la direzione di Plpl non ha fornito alcuna ulteriore delucidazione circa i criteri adottati, che dubitiamo... siano esclusivamente editoriali ma nascondono una evidente natura ideologica».

Il rischio di mettere criteri ideologici per tarpare le ali a chi la pensa diversamente è che poi

dopo, anche a far marcia indietro, ogni decisione è legittimamente sospettabile. E all'Idrovolante, con le ali tarpate, comprensibilmente sospettano. É un caso, magari, ma si erano spesi più di tutti contro il patentino.

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