In questa estate di eccezionale calura, è piovuto in edicola un numero molto speciale dal cielo di Urania, la testata di fantascienza che ha portato in Italia autori come Isaac Asimov (tra i suoi titoli, il saggio Catastrofi a scelta), James G. Ballard (prendere nota de Il mondo sommerso o di Terra bruciata) e Philip K. Dick (scrittore che ispirò il film Blade Runner). Si tratta del n. 49 (euro 9,90) della collana Mondadori: Solarpunk. Nuovi sguardi sul domani, un’antologia di sci-fi made in Italy che ha il merito di fare luce - grazie alla postfazione di Franco Ricciardiello e Giulia Abbate, pure narratori - sul formarsi di una fantascienza che non consegna il mondo alla distopia, ma immagina «un’utopia che vuole esistere», in base a risposte su una serie di «e se?» alternative allo scenario catastrofista. Sia chiaro: non si negano la dimensione del conflitto e il risultato dello sfruttamento indiscriminato delle risorse (come succede nella speculative fiction di Bruno Arpaia, tornato ancora di recente sul tema, con il suo Il mondo senza inverno per Guanda), ma si prova a proporre nuovi modi di convivere incentrati su cura, cooperazione e alleanze fruttuose con la scienza e la tecnologia.
Partiamo dal nome, coniato nel 2008 e oggi maggiorenne: «solar» evoca positiva solarità (e energia solare), «punk» predica ribellione, ma con il celebre slogan «no future» tradotto in un propositivo «yes». Cosa è successo in questi 18 anni Abbate e Ricciardiello lo delineano bene nella cronologia in fondo all’opera. Solarpunk: un concetto espresso in un blog («Republic of the Bees») per auspicare la nascita di un genere letterario; un movimento (grazie anche al milanese Commando Jugendstil, un collettivo autore di installazioni tecnologiche artistiche); una letteratura, con la prima antologia nata e ambientata in Brasile, a sottolineare la genesi della novità al di fuori del contesto anglosassone e il suo sviluppo globale. Nel 2019 esce su Regenerative Design il «Manifesto Solarpunk», tradotto in 14 lingue, che puntualizza: «Quel che ci serve sono soluzioni, non solo avvertimenti». La tendenza arriva anche al mondo degli Alternate Reality Games (Arg) nell’ambito del progetto #solARGpunk, con il concorso del Politecnico di Torino per la realizzazione di un gioco transmediale. Altri sviluppi? Alcuni sono anche ambigui: la spinta ribellista potrebbe esser neutralizzata dal sistema che pur si vuole contrastare. È un avvertimento, offerto da Abbate e Ricciardiello, sulla scorta di esempi di «solarpunkwashing» e della riflessione di Goffredo Fofi sul Sessantotto (Culi di piombo e récupération). La soluzione resta quella di continuare a saper immaginare. Anche, per altre vie, suggeriremmo, come quella del bambino ne La strada di Cormac McCarthy: continuare a portare il fuoco della speranza in un mondo incenerito dove hai dovuto seppellire tuo padre.
