La figura di Gesù di Nazareth ha influenzato moltissimo le culture di tutto il mondo. Sono ovviamente moltissime le testimonianze sulla sua vita, a partire ovviamente dai Vangeli, canonici o “apocrifi” (termine che raccoglie testi molto diversi per datazione e valore storico). Esistono poi tutta una serie di fonti ostili al cristianesimo. Una sfida incredibile per gli storici. Tra i lavori che più hanno influenzato gli ultimi anni, a parte I miracoli e la meraviglia, a cui abbiamo dedicato questa pagina, non si può non citare uno dei precedenti lavori di Elaine Pagels: Il vangelo segreto di Tommaso (Mondadori, 2005). Il Vangelo di Tommaso, rinvenuto con altri manoscritti gnostici nel 1945 a Nag Hammadi, nell’Alto Egitto, è un punto interrogativo fondamentale per gli storici. Perché fu condannato alla distruzione? Elaine Pagels lo ha confrontato con il Vangelo di Giovanni, scorgendovi due diverse interpretazioni della presenza di Dio nel mondo.Due concezioni che si sono confrontate e scontrate all’interno del primo cristianesimo.Un’altra interessante ricognizione su quello che si può chiamare il «Gesù della Storia» è il saggio di Fernando Bermejo -Rubio, docente presso il Dipartimento di Storia antica dell’Università di Madrid: L’invenzione di Gesù di Nazareth. Storia e finzione (Bollati Boringhieri, 2018). Bermejo -Rubio cerca di andare oltre i condizionamenti ideologici messi talora in atto dagli studiosi della figura di Gesù, siano essi favorevoli o ostili al cristianesimo.Fondamentale anche il contributo del teologo tedesco Klaus Berger (1940 - 2020) con la gigantesca monografia Gesù (Queriniana, 2006) citata spesso anche da Joseph Ratzinger nei suoi saggi sul Nazareno. Nel solco di studi di ispirazione strettamente cattolica non si può non citare per dottrina e acume interpretativo Biografia di Gesù. Secondo i Vangeli (Raffaello Cortina, 2021) di Gianfranco Ravasi.

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