Via libera alle casette sul terrazzo e alle ristrutturazioni «fai da te»

Via libera alle casette sul terrazzo e alle ristrutturazioni «fai da te»

Procedure più snelle. Permessi per costruire più veloci, da una media di 535 giorni all'obiettivo di raggiungere i soli 130 giorni e anche meno. Possibilità di ristrutturare con meno vincoli gli edifici realizzati ante 1975 e cioè l'ottanta per cento delle case genovesi. Maggiore responsabilità per i professionisti, dagli architetti agli ingegneri, ma anche maggiore disponibilità da parte del Comune che a fine anno avrà definitivamente smaltito le 2300 pratiche di arretrato che gli uffici si erano trovati sul groppone l'anno scorso. Eppoi tollerabilità per tanti piccoli interventi. Per le case ante '75 in fase di ristrutturazione non ci sarà più bisogno dell'antibagno qualora non fosse esistente, si potranno lasciare ottanta centimetri di larghezza per i ballatoi delle scale invece degli attuali 120 centimetri, si potranno addirittura, anche senza presentare alcuna domanda con costi per il professionista, abbattere tramezze fatto salvo il mantenimento degli impianti, come quelli elettrici, per cui, invece, rimane sempre l'obbligo della certificazione a norma. Tutto più facile per i cittadini, ma a patto che rispettino le nuove regole. Altrimenti ci saranno sanzioni. E le sanzioni saranno incrementate anche del 20 per cento. Il provvedimento mira anche a maggiori facilitazioni burocratiche e normative per le ristrutturazioni nel centro storico. Si potranno anche lasciare sul terrazzo le casette in legno alte al massimo due metri e con quattro metri quadrati di superficie. Per chi volesse dividere l’appartamento grande in due piccoli, la superficie minima per abitazione si riduce a 28 metri quadrati complessivi a patto che ci sia una stanza di almeno 14 metri quadrati, un servizio igienico agevole anche per un disabile, un angolo cottura e non più la cucina vera e propria, com’era stabilito finora.
Ieri mattina l'assessore comunale Gianni Vassallo ha presentato la proposta del nuovo REC, il regolamento edilizio comunale, che sarà discussa nelle prossime settimane a Tursi e dovrebbe entrare così in vigore da fine luglio. Tra le novità ci sono anche quelle che riguardano gli spazi pubblici. I ponteggi potranno rimanere in piedi al massimo per un anno. Salvo differente autorizzazione per l'azienda che deve effettivamente terminare i lavori. I cornicioni dovranno tornare a fare bella mostra di sé per quasi tutti i palazzi genovesi. «L'obiettivo - spiega Vassallo - è comunque di ridurre i tempi di attesa per i permessi di costruzione e di snellire la burocrazia. Il nuovo REC sarà sottoposto prima ai municipi poi al consiglio comunale che lo dovrebbe approvare prima dell'inizio delle vacanze estive». «Il nuovo REC - spiega il presidente Assedil Maurizio Senzioni - è stato pensato per andare incontro alle esigenze dei cittadini e recependo gran parte delle nostre richieste».
«Anche noi geometri - spiega il rappresentante di categoria Paolo De Lorenzi - siamo soddisfatti. Tuttavia chiediamo al Comune di informatizzare l'archivio per velocizzare le pratiche e rendere migliore il servizio ai cittadini». «Il REC - spiega il direttore di Urban Lab Pierpaolo Tognolo - è lo strumento più importante per la modifica del territorio dopo il PUC e cioè il piano urbanistico comunale. Le recenti vicende giudiziarie sul Puc potevano aprire le porte a successivi ricorsi. Il Comune con la delibera del primo giugno ha chiuso quelle porte e una volta per tutte si è messo a posto una situazione che si trascinava da tempo. Tuttavia i giudici del Tar hanno scritto maluccio quella sentenza. Bastava che scrivessero “in parte qua“, perché non si alzasse tutto quel polverone che ha danneggiato l'immagine di Palazzo Tursi».

Immagine strip mobile Immagine strip desktop e tablet

Commenti