In libreria Così l’Europa arrivò sull’orlo del precipizio

Il clima era quello surriscaldato, incerto ed esausto così ben descritto da Sartre nel celebre incipit de Il rinvio: «Le sedici e trenta a Berlino, le quindici e trenta a Londra. L’albergo si annoiava sulla sua collina, deserto e solenne, con un vecchio dentro. Ad Angoulême, a Marsiglia, a Gand, a Douvres, la gente pensava: “Che cosa farà? Sono le tre passate, perché non scende?”». Era la drôle de guerre, la «strana guerra» che aleggiava da tempo nell’aria di tutta Europa, ma che ancora stentava a esplodere. Due nuove uscite editoriali dello stesso autore - Richard Overy, saggista di grande pregio (ricordiamo il suo La strada della vittoria) - ripercorrono con metodi diversi la storia e le ragioni di quel periodo, più o meno breve a seconda del punto di vista dal quale lo si considera. Sull’orlo del precipizio. 1939. I dieci giorni che trascinarono il mondo in guerra è un agile libretto (pagg. 160, euro 14) con cui Feltrinelli inaugura la collana divulgativa «Storie». In esso viene ripercorso, con stile scorrevole e a tratti vertiginoso, il conto alla rovescia verso il dramma: dal 25 agosto 1939, quando Inghilterra e Polonia firmano un patto per tutelarsi reciprocamente da un attacco tedesco, fino al 3 settembre, quando Inghilterra e Francia dichiarano guerra alla Germania, che aveva già invaso la Polonia. Come scrisse H.G. Wells in un suo romanzo neanche troppo metaforico: «La tensione era arrivata al punto che il disastro sembrava quasi un sollievo e l’Europa era finalmente libera di andare in pezzi». Le origini della seconda guerra mondiale (Il Mulino, pagg. 208, euro 13) ha invece un andamento meno narrativo, più analitico: partendo dagli anni Venti e dalla crisi della Società delle Nazioni, Overy si interroga sulle correnti profonde - economiche, politiche, culturali - che hanno portato al conflitto.

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