Dal potenziamento della medicina territoriale, con il completamento nei tempi previsti dei principali progetti Pnrr, ai miglioramenti sulle liste d'attesa, fino all'avanzamento del Cup regionale con l'obiettivo di renderlo operativo su tutto il territorio entro la fine dell'anno. Non si ferma il lavoro di rilancio della sanità lombarda, che inizia a raccogliere i primi frutti. Entro il 2026 "metteremo sotto controllo la parte più importante delle liste d'attesa" ha spiegato l'assessore al Welfare Guido Bertolaso, sottolineando anche il valore delle nuove strutture sul territorio, come quelle presentate al Sacco di Milano, con cui "allargare ancora di più quella che è la capacità di erogare servizi ai cittadini". In commissione Sanità, Bertolaso ha presentato i dati del monitoraggio sulle liste d'attesa, con "un miglioramento significativo" nell'erogazione delle prestazioni nei tempi previsti. Per esempio, nell'Ats della Città metropolitana di Milano, l'81 percento delle prestazioni ambulatoriali da effettuare entro 10 giorni viene ora erogato nei tempi previsti, con un aumento di 10 punti percentuali rispetto a marzo. Miglioramenti in tutte le Ats della regione anche per le prestazioni differibili, che prevedono un massimo di 30 giorni per le visite e di 60 per gli esami strumentali. Anche dal confronto tra il periodo gennaio-giugno 2025 e i primi sei mesi di quest'anno, emerge un miglioramento della capacità di garantire l'erogazione delle prestazioni entro i tempi previsti per tutte le classi di priorità. Per le prestazioni da eseguire entro dieci giorni il miglioramento dei tempi è del 12,53 per cento, del 6,6 percento per quelle differibili.
Va avanti anche l'implementazione del Cup regionale. Allo stato attuale, il 74 percento delle prestazioni sanitarie erogate da enti pubblici della Lombardia è prenotabile attraverso strutture che hanno aderito all'agenda unica. Per quanto riguarda invece la componente privata, 12 strutture private accreditate hanno già aderito, altre 16 dovranno farlo entro dicembre 2026. "Stiamo rispettando il cronoprogramma" ha evidenziato Bertolaso, che non vede difficoltà nel rapporto con i privati: "All'inizio c'era una disponibilità che poteva essere diversa, ma ora si stanno allineando a quelle che sono le previsioni". L'idea è quella di concludere i passaggi delle strutture pubbliche nel Cup entro fine ottobre, per poi dedicare le attenzioni dei tecnici tutte sui privati: "Ma confermo - ha osservato Bertolaso - che non ci sono criticità che mi facciano temere di non rispettare l'obiettivo", ossia mettere a regime tutto il Cup entro il 2026. In commissione, Bertolaso è anche tornato sul caos al San Raffaele dello scorso dicembre, quando una serie di errori di infermieri appartenenti a una cooperativa avevano mandato in tilt il terzo piano dell'Iceberg. Per quella situazione, l'Ats di Milano aveva sanzionato l'ospedale per 12mila euro, il massimo applicabile.
Una cifra non congrua, secondo Bertolaso, che ha fatto sapere che la Regione sta lavorando alla revisione della disciplina sanzionatoria con l'obiettivo di valutare un eventuale inasprimento per le violazioni con ricadute dirette sui cittadini.
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