da Roma
È stata la "notte degli Ultimi", diventati per una sera i protagonisti insieme a lui. Di quelli arrivati da ogni parte d'Italia, con uno zaino, una tenda e le canzoni imparate a memoria. Di quelli che hanno aspettato questo giorno per un anno e forse anche per molto di più. Perché a Tor Vergata non c'erano soltanto 250mila spettatori. C'era il popolo di Niccolò Moriconi, per tutti Ultimo, c'era una città nella città che portava il suo nome e cantava la sua storia. È stato l'abbraccio più grande che abbia mai ricevuto e, allo stesso tempo, quello più gigantesco che abbia mai dato. Un numero destinato a consegnarlo alla storia dei grandi eventi musicali italiani.
Ma "La favola per sempre" lo era già prima ancora che le luci si accendessero. I 250mila biglietti erano andati esauriti in appena tre ore, un anno fa. Un numero che consegna il cantautore romano al record italiano per un concerto a pagamento e lo porta al secondo posto nel mondo. Più di Vasco Rossi a Modena Park, più di Bruce Springsteen, U2 e Madonna. Numeri enormi, che però raccontano solo una parte di quello che è accaduto in questo angolo di Roma.
Il resto era negli occhi di chi era arrivato da lontano, nelle famiglie con i bambini, nei fan accampati da giorni e in quelli che avevano affrontato il caldo e una notte intera pur di esserci. Le file erano così lunghe già dalla sera precedente che i cancelli, previsti per le 7 del mattino, sono stati aperti all'una di notte per permettere un ingresso graduale. C'era chi aveva piantato la tenda anche dieci giorni prima, spinto da una devozione che non teme né il caldo né la pioggia.
E allora la notte degli Ultimi è cominciata molto prima del concerto. Alla stazione Anagnina, invasa da migliaia di fan, continuata sulle navette, nei pullman partiti da tutta Italia, tra chi cantava già prima di arrivare e chi aspettava soltanto di sentire la prima nota. Perché i concerti di Ultimo non sono mai stati soltanto concerti. Sono raduni. Con lui sul palco Fabrizio Moro, che per un'ora ha fatto da apripista al suo arrivo, l'artista e l'amico che per primo gli aveva dato fiducia agli esordi, offrendogli la possibilità di aprire i suoi concerti.
Quando Niccolò è salito sul palco, davanti a lui c'era tutta la strada percorsa in quasi dieci anni. E davanti al palco, 250mila fan pronti a intonare tutti i brani in scaletta, oltre 40, compresi quelli del nuovo album Il giorno che aspettavo, da due settimane al primo posto della classifica Fimi. C'erano Sogni appesi, diventata un manifesto per una generazione, I tuoi particolari e Piccola stella. C'erano Pianeti, Alba, Il ballo delle incertezze, Rondini al guinzaglio e Ti dedico il silenzio, Buongiorno vita, Peter Pan e Vieni nel mio cuore. E ancora Cascare nei tuoi occhi e L'eleganza delle stelle. Canzoni nate piano e diventate la voce di migliaia di persone che le hanno intonate tutte insieme.
È questo il vero record di Ultimo.
Aver trasformato le proprie fragilità in un linguaggio collettivo, le paure in ritornelli e i sogni in un appuntamento capace di radunare 250mila persone. A Tor Vergata, per una notte, Niccolò ha abbracciato il suo popolo. E il suo popolo, arrivato da tutta Italia, ha risposto come ha sempre fatto: cantando ogni parola con lui.