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Magistratura

Il sussidio al jihadista El Koudri. Fdi: “Il sistema Emilia è fallito”

Il terrorista di Modena ha percepito 6.585 euro di borsa di studio regionale mentre collezionava ricerche su Isis e stragi. Il Comune si costituisce parte civile ma nega la radice islamista

Attentato Modena el Koudri

Il sindaco di Modena Massimo Mezzetti continua a non parlare di terrorismo islamico quando si riferisce all’attentato compiuto lo scorso 16 maggio da Salim El Koudri nonostante le prove sempre più schiaccianti ma annuncia che il comune si costituirà parte civile nel processo. Rispondendo a un’interrogazione della Lega in consiglio comunale, Mezzetti ha spiegato che «per poco più di due mesi l’attentato compiuto da El Koudri aveva determinato ferite gravissime e in molti casi irreversibili a diverse persone, ma il 22 luglio siamo stati raggiunti dalla tragica notizia della morte di Monica Esposito. Un fatto, questo, che aggrava dal punto di vista giuridico la posizione di El Koudri e che non può che rendere ancora più convinta la nostra decisione in vista di un futuro dibattimento». Il sindaco ha poi aggiunto: «C’è la tutela dell’immagine della città, che da queste azioni criminali e omicide viene sicuramente danneggiata, ma c’è soprattutto la vicinanza e la solidarietà che, anche con queste azioni, noi desideriamo mostrare alle famiglie colpite da lutti così dolorosi che cambiano in pochi minuti la propria esistenza.

È quindi un messaggio che vuole rappresentare un forte senso di comunità: il Comune come espressione di tutta la cittadinanza si schiera accanto alle vittime e chiede giustizia». La costituzione in parte civile del comune è una buona notizia ma l’azione giudiziaria inizia già depotenziata se si ignorano le prove che collegano El Koudri all’islam radicale. Peraltro anche l’avvocato del fratello della vittima Monica Esposito ha chiesto venga contestata l’accusa di terrorismo sottolineata anche da altre persone colpite dall’attentato tra cui lo chef Ermanno Muccini.

Intanto, grazie a un’interrogazione presentata dalla capogruppo di Fratelli d’Italia all’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna Marta Evangelisti, emerge come El Koudri fosse non solo regolarmente in carico al Centro di Salute Mentale dell’Ausl ma anche mantenuto negli studi dalla Regione Emilia-Romagna con ben 6.585,33 euro di soldi pubblici. «Mentre nel segreto della sua stanza collezionava 68.000 ricerche sul web dedicate alla jihad, a Isis e a stragi terroristiche digitando “I will kill”, il sistema di welfare della sinistra gli pagava la borsa di studio universitaria a Unimore. Siamo di fronte al fallimento totale e documentato del modello emiliano» spiega la Evangelisti che poi aggiunge: «Questo soggetto ha completato un percorso di radicalizzazione islamica sotto gli occhi di tutti, finanziato con i soldi dei contribuenti emiliani. Com’è possibile che le strutture sanitarie che lo avevano in cura per gravi disturbi della personalità non abbiano mai incrociato i dati con l’azienda del diritto allo studio Ergo? Com’è possibile che nessuno abbia attivato le scale di valutazione del rischio previste dalle tanto sbandierate delibere regionali come la Dgr 990/2024? Questo non è welfare, questo è totale assenza di controllo del territorio e dei profili a rischio».

Alla luce di queste nuove rivelazioni è sempre più evidente la reticenza del Pd e della sinistra ad ammettere i legami tra El Koudri e il terrorismo islamico poiché si tratterebbe di un conclamato fallimento del tanto sbandierato modello di integrazione emiliano che, alla prova dei fatti, fa acqua da tutte le parti.

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