Uno straniero irregolare su due, esentato grazie ad un certificato sanitario dai Centri di permanenza per il rimpatrio, torna a compiere reati anche gravi. In pratica è «inidoneo» o «malato» per la restrizione nel Cpr, secondo medici dalla manica larga, ma sta benissimo per delinquere nelle nostre città. Il tunisino violentatore, il dominicano sfruttatore della prostituzione minorile, il marocchino sequestratore, solo per citare alcuni, gravi, esempi, che provocano allarme sociale.
Per non parlare del nigeriano che ha sprangato cinque poliziotti, dopo avere distrutto macchine in sosta e minacciato di aggredire dei passanti, lunedì a Crotone. Nel suo caso era stato «graziato» dal Cpr dal tribunale di Bari, che non lo considerava pericoloso. Il giudice non ha tenuto conto della lunga fedina penale. Dal primo gennaio al 14 settembre il 48,7% degli stranieri, che avrebbero dovuto entrare nei Centri per il rimpatrio, in vista dell’espulsione, ma erano fuori liberi e belli hanno compiuto dei reati. I dati arrivano dalla Pubblica sicurezza, che certifica come dall’inizio dell’anno siano transitati per i Cpr 5150 stranieri. Il 10,9%, ovvero 562, sono stati dimessi per motivi sanitari. Però ben 274, quasi la metà, «si sono resi responsabili di reati». Dalle banche dati è emerso la lista dei delitti commessi, con maggiore frequenza, da chi era stato «liberato» dai Cpr «per sopravvenuta incompatibilità alla vita in comunità ristretta». Si va dalla resistenza a pubblico ufficiale al furto, ricettazione, produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti, lesioni personali, rapina ed estorsione. Uno dei casi più gravi ha coinvolto un tunisino, che solo 20 giorni dopo essere uscito dal Cpr, grazie ad un certificato medico, si è macchiato di violenza sessuale nei confronti di una donna italiana. Un cittadino della Repubblica dominicana, uscito dal Centro per il rimpatrio in marzo, cinque mesi dopo, è stato accusato di sfruttamento della prostituzione minorile aggravata.
Un marocchino, a 7 mesi di distanza dall’esenzione dal Cpr, «è stato tratto in arresto in flagranza per il reato di sequestro di persona».
L’inchiesta di Ravenna sulla possibilità che i certificati sanitari di non idoneità ai Cpr siano falsi va avanti. Il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha dichiarato che se «fosse vero sarebbe uno scandalo. Usare il tema della salute in maniera fraudolenta non fa onore a chi ha prestato il giuramento di Ippocrate».
K.S., 31 anni, pluri pregiudicato nigeriano, irregolare sul territorio italiano, è andato in escandescenze, lunedì mattina a Crotone, sfasciando con un lungo tubo di ferro alcune macchine e minacciando dei passanti. All’intervento della polizia si è scagliato contro le forze dell’ordine a colpi di spranga e per un soffio ha colpito la spalla di un agente e non il cranio. Cinque poliziotti hanno riportato ferite con una prognosi di 30 giorni e sette automobili parcheggiate sono state danneggiate. Uno degli agenti, morso dal nigeriano, durante l’intervento per fermarlo, ha dovuto sottoporsi alla profilassi Hiv. Addosso all’esagitato hanno trovato tre spranghe e una chiave inglese. L’ennesima esplosione di violenza di un irregolare rivelata dal sindacato Siulp, ma poi è emersa l’intera storia del migrante ovviamente sbarcato a Trapani nel 2017. La prima richiesta d’asilo era stata respinta, ma K.S. aveva presentato ricorso, che poi ha subito lo stesso rifiuto nel 2019. Il nigeriano, diventato irregolare, ha cominciato a compiere reati ed è stato arrestato più volte. Per l’ultima condanna l’hanno scarcerato a fine pena da Poggioreale, il carcere di Napoli, nel luglio di quest’anno. Per la terza volta ha presentato domanda d’asilo, in seguito dichiarata inammissibile. A Crotone la polizia l’ha trattenuto, sempre in luglio, considerandolo pericoloso e accompagnato al Cpr di Bari. Il tribunale «non ha convalidato la misura non ravvisando la pericolosità». Fino alle sprangate contro auto, passanti e poliziotti.
