Ex mariti, mogli tradite, uomini della scorta, paparazzi, ministri e giornalisti. E poi i due colpi a sorpresa: il medico del Papa e Arianna Meloni. Sfileranno tutti al processo Boccia-Sangiuliano, che si annuncia come l’evento dell’anno. Uno show. La saga diventa un romanzo pop ambientato nelle grigie aule del Tribunale di Roma. Pochi minuti prima delle 10 e 30 l’imprenditrice si presenta in Aula in completo bianco. Sorride e fa subito capire che saranno fuochi d’artificio. A braccarla una troupe de Le Iene che danno appuntamento a giovedì per un altro «Boccia day». Il capo d’imputazione è stalking e interferenza illecita nella vita privata.
La storia è quella della famosa telefonata tra Federica Corsini, moglie di Sangiuliano, e l’ex ministro, nella quale si parlava della relazione extraconiugale. Telefonata che poi finì in prima serata durante una puntata di Report. C’è poi l’episodio del taglio in testa a Sangiuliano. Accuse pesantissime. Ma Boccia avrebbe una carta a sorpresa: depositerà gli screen di Sangiuliano che visiona le sue storie social anche di recente. Una carta con cui punterebbe a smontare l’accusa di persecuzione. Si vedrà in dibattimento. Le udienze clou a febbraio, quando la campagna elettorale sarà già iniziata. Nella lista di testimoni depositata dai legali di Boccia spunta il primo nome a sorpresa: Sergio Alfieri, primario del Gemelli di Roma. Ma soprattutto conosciuto per essere il medico di Papa Francesco.
È lui che effettuò la famosa visita in testa all’allora ministro Gennaro Sangiuliano dopo il taglio. È già stato ascoltato per sommarie informazioni. Ora però dovrà sottoporsi all’esame dei legali di Boccia. L’imprenditrice vuole un reality, un processo senza filtri con il pubblico. Richiesta legittima accompagnata dal via libera alle riprese video e soprattutto dalla possibilità che lo scontro Boccia-Sangiuliano diventi una puntata di un Giorno in pretura su Rai 3. L’ex ministro si oppone. Non vuole la presenza delle tv. E soprattutto deposita una richiesta al giudice monocratico: audizione a porte chiuse per lui e sua moglie Federica Corsini. La Procura vuole ascoltare la versione di Arianna Meloni. Via libera invece per Radio Radicale che trasmetterà le udienze. Tre le parti civili: Sangiuliano, la moglie Federica Corsini e l’ex capo di gabinetto del ministero della Cultura Francesco Gilioli. Quest’ultimo chiamerà a testimoniare il ministro della Cultura Alessandro Giuli. Spunta Sigfrido Ranucci come teste inserito nella lista depositata dai legali di Gennaro Sangiuliano. Nelle mani di Mr Report finì la telefonata tra l’ex ministro e la moglie. Tra i testi dell’esponente meloniano figura anche Melania Rizzoli, che avrebbe raccolto «lo stato di ansia e paura del ministro durante le presunte pressioni di Boccia».
