Malasanità in Calabria: ad agosto 6 morti dubbie

Nelle corsie degli ospedali calabresi si continua a morire. Nel solo mese di agosto sono già sei i decessi su cui la magistratura sta indagando. L’ultimo un giovane di 26 anni di Tropea, morto ieri nell’ospedale di Lamezia Terme.  La protesta a Mazarino: bloccata l'autostrada A19

Malasanità in Calabria: ad agosto 6 morti dubbie

Reggio Calabria - Nelle corsie degli ospedali calabresi si continua a morire. Nel solo mese di agosto sono già sei i decessi su cui la magistratura sta indagando. L’ultimo in ordine di tempo è quello di un giovane di 26 anni di Tropea, morto ieri nell’ospedale di Lamezia Terme. Giuseppe Francolino si era presentato nell’ospedale lametino il 17 agosto, dopo che i medici del pronto soccorso dell’ospedale di Vibo Valentia che lo avevano visitato per forti dolori all’addome, gli avevano prescritto degli antidolorifici.

La scia di morte A Lamezia, invece, come ha ricostruito l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, che ha nominato una commissione interna, al giovane è stata diagnosticata una peritonite stercoracea e il 19 agosto è stato operato. Il decorso, pur di fronte di una grave situazione di partenza, sembrava andare bene, ma due giorni fa le condizioni di Francolino si sono improvvisamente aggravate sino alla morte, avvenuta nella tarda mattinata di oggi. Adesso i suoi familiari vogliono vederci chiaro ed hanno chiamato i carabinieri, che hanno avviato le indagini coordinate dalla Procura. La morte di Francolino è giunta a due giorni di distanza da quella di Felice Antonio Caligiuri, di 61 anni, deceduto la sera del 25 agosto nell’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro. L’uomo, hanno denunciato i familiari alla polizia, la sera del 24 è stato portato in ospedale in ambulanza per forti dolori al torace ed ai reni e con una gamba immobilizzata. Malgrado questa situazione, al pronto soccorso gli è stato assegnato un codice bianco, quello dei casi meno urgenti. Stanco di aspettare, dopo un paio d’ore, Caligiuri, sentendosi meglio, se ne è andato spontaneamente senza farsi visitare. Il pomeriggio successivo, però, i dolori si sono ripresentati e l’uomo, accompagnato dal figlio, è tornato al pronto soccorso. Nuovamente classificato come codice bianco, Caligiuri è stato visitato da un medico che ha innalzato a verde il codice, prescrivendo una serie di accertamenti tra i quali un elettrocardiogramma risultato inutile, visto che l’uomo è morto in serata. Sin qui la denuncia dei familiari che differisce dalla ricostruzione fatta dalla direzione dell’Azienda ospedaliera, secondo la quale Caligiuri, al suo arrivo ha lamentato dolori al collo ed un malessere generale. Gli stessi sintomi manifestati, secondo l’Azienda, anche il giorno successivo. Il medico che lo ha visitato si è accorto che qualcosa non andava ed ha disposto una serie di esami, compreso un elettrocardiogramma, risultati nella norma. Mentre stava per essere portato in radiologia, Caligiuri si è accasciato sulla barella ed è morto nonostante i tentativi di rianimazione. Quale sia la verità dovrà stabilirlo l’inchiesta della Procura, che ha già acquisito la cartella clinica.

Magistratura al lavoro Magistratura al lavoro anche a Vibo Valentia per un caso, però, risalente ai primi di luglio. La procura, infatti, dopo un esposto presentato dai familiari, ha aperto un’inchiesta sulla morte di Olimpia Rizzo, di 83 anni, deceduta nel reparto di rianimazione dell’ospedale dopo essere stata in quello di Tropea per una ferita ad una gamba. La Procura ha iscritto nel registro degli indagati il medico di Tropea che ha prestato le prime cure alla donna e che non le avrebbe praticato l’antitetanica. È stata anche disposta la riesumazione della salma per effettuare l’autopsia. "Come Regione - è stato il commento del presidente Agazio Loiero a questa serie di morti sospette - stiamo profondendo un grande impegno per determinare un cambio nella sanità calabrese, cambio che è già in atto. Uno sforzo che rischia, però, di essere vanificato dagli incidenti che si stanno verificando nell’ultimo periodo".

I funerali della bimba di Locri Ieri, intanto, sono stati celebrati a Casignana i funerali di Sara Sarti, la bimba di 5 anni morta lunedì scorso nell’ospedale di Locri. "E' un momento tragico - ha detto il vescovo di Locri, Giuseppe Fiorini Morosini, nell’omelia - terribilmente tragico. Ciò non toglie che noi tutti vogliamo sapere la causa di questa tragedia". Tutto il paese della Locride, dove oggi è stato proclamato il lutto cittadino, si è stretto ai genitori della piccola nella chiesa di San Giovanni Battista e molti sono stati costretti a rimanere nel piazzale.

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