Marconi ostaggio di cinquanta Rom

A volte ritornano. A disturbare la quiete di un quartiere che fa da cerniera tra il centro e la periferia, come quello di Marconi, popolato da 47mila anime «incastrate» tra il rione storico di Trastevere e la zona modernissima dell’Eur. Le famiglie di Rom, una cinquantina di persone in tutto, che hanno rioccupato per l’ennesima volta l’ex fabbrica della Mira Lanza, creando rifugi di fortuna, sotto i tetti pericolanti, accendendo fuochi e ammassando, con una velocità impressionante, materiali di recupero, non vogliono sentire ragioni.
Farli traslocare da quella che hanno eletto a loro dimora preferita, non sarà come bere un bicchiere d’acqua. Tanto è vero che gli occupanti abusivi si sono affrettati a trasferire nella struttura di via Luigi Pierantoni un bel mucchio di bagagli. Quella del complesso di archeologia industriale - un tempo appannaggio della Mira Lanza - costruito a due passi da piazzale della Radio, oggi in buona parte compromesso dall’abbandono, è una storia, almeno per quello che riguarda gli ultimi anni, a tinte più fosche che chiare. A partire dall’agosto del 2007 l’area fu, infatti, occupata da circa cinquecento Rom che si accamparono al suo interno, facendo nascere come funghi, tendopoli, baracche e rifugi di fortuna. Le istituzioni non presero troppo a cuore il problema fino a che nel gennaio 2008 si rischiò una vera e propria strage. Un vasto incendio interessò gran parte dei tre edifici di cui si compone il complesso, distruggendo due capannoni e mettendo seriamente a rischio l’incolumità dei numerosi occupanti e anche dei residenti nei palazzi limitrofi per l’esplosione di alcune bombole di gas.
L’intera area fu a quel punto messa in sicurezza, ma poco tempo dopo la recinzione venne in alcuni punti forzata e la vigilanza h24 sospesa. Puntualmente, si verificarono altre occupazioni che andarono a colpire il secondo edificio mentre il primo venne salvaguardato, in previsione di ospitare l’Accademia d’arte drammatica. L’ennesimo atto di forza che ha portato negli ultimi giorni i rom ad insediarsi nuovamente nei capannoni, peraltro senza tetti, ha messo in subbuglio un intero quartiere. Circola forte il sospetto tra i cittadini che lo stesso gruppo che vive nell’ex stabilimento della Mira Lanza, vada anche in giro, nei dintorni di piazzale della Radio, a chiedere una sorta di «pizzo» agli automobilisti che hanno la fortuna di trovare uno spazio libero per parcheggiare. Per smuovere un po’ le acque, un gruppo di associazioni - tra cui Fare ambiente Lazio, l’Associazione italiana danzatori, l’Atic (Associazione tutela interessi comuni) - ha fatto sentire forte la sua voce nel corso di un’assemblea pubblica organizzata dinanzi al complesso di archeologia industriale. «Abbiamo chiesto al Campidoglio di effettuare un nuovo sgombero dell’area, una reale messa in sicurezza e di procedere alla riqualificazione della struttura, adibendola a polo-culturale con la riscoperta di arti e mestieri cittadini dimenticati - precisano Piergiorgio Benvenuti, coordinatore per il Lazio di Fare ambiente, Fabio Ficosecco, capogruppo Pdl in XV Municipio e Marina Pace, presidente Atic -. Non è più sopportabile lasciare l’adiacente Teatro India e l’intero quartiere Marconi alla mercé di soggetti che svolgono attività illecite». Il presidente della commissione sicurezza del Comune, Fabrizio Santori, ha annunciato da parte sua per la giornata di oggi un incontro con le associazioni, definendo «improcrastinabile» la riqualificazione dell’area.

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