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Le peggio egemonie

Paolo Di Paolo. Un formidabile arrampicatore. E non in senso alpinistico. Ha scalato Rai3, Repubblica e Feltrinelli

Le peggio egemonie
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E poi criticano la destra se nomina Beatrice Venezi alla Fenice...

Ma cosa c'entra?

C'entra, eccome. Perché alla fiera «Più libri più liberi», forte delle ultime due edizioni andate via lisce come l'olio di ricino (caso Caffo e Passaggio al Bosco), accanto a Giorgio Zanchini, ottimo organizzatore culturale che non ha bisogno di diminutio, hanno scelto di nominare un nuovo curatore. Paolo Di Paolo. Uno la cui voce su Wikipedia ha più pagine di quelle che lui ha letto in vita sua. La Venezi almeno raccoglie applausi nel mondo. Paolo Di Paolo giusto al Pigneto, quartiere ad alto share di Propagandalive.

Paolo Di Paolo. Un formidabile arrampicatore. E non in senso alpinistico. Ha scalato Rai3, Repubblica e Feltrinelli. Da piccolo scriveva tutti i giorni - per niente - alla «Stanza» di Montanelli; il quale di lui diceva «Un bravo ragazzo perché ha ambizione, ma infelice perché ne è divorato». Fa di tutto e lo chiamano tutti. È un po' come Eco. Paolo Di Paolo, di Paolo, di Paolo, di Paolo

E insomma, in questo Paese in cui non si trova un giovane interessato al lavoro intellettuale ma si trovano tanti giovani intellettuali interessati a un posto, l'Aie, la confindustria prodiana del libro, dopo Chiara Valerio - abbiamo fatto

progressi - sceglie Paolo Di Paolo. Fatte le debite egemonie culturali, è come se il ministro Giuli (almeno fosse nella governance!) al Salone del libro di Torino nominasse Pippo Franco.

Vabbè. Egemoni sono sempre gli altri.

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