Massaggi sexy, nei guai il fustigatore Al Gore

Il premio Nobel per la pace ed ex candidato alla presidenza degli Stati Uniti Al Gore è stato accusato di molestie sessuali da una massaggiatrice di Portland, Oregon. I fatti, secondo le accuse riportate dal quotidiano britannico Daily Telegraph, sarebbero avvenuti in un albergo nell’ottobre del 2006, durante una visita di Al Gore nella città dell’Oregon. Già allora la donna si rivolse alle autorità per denunciare la vicenda, ma nessuna accusa formale fu formulata a carico dell’ex vice presidente a causa della mancanza di prove.
Pochi mesi dopo la denuncia, riferisce il Telegraph citando il procuratore distrettuale Michael Schrunk, la donna chiese alle autorità di non procedere oltre con le indagini, rifiutandosi di sottoporsi a interrogatorio. Nel gennaio del 2009, tuttavia, la massaggiatrice contattò nuovamente la polizia, dichiarando di aver subito «contatti sessuali non desiderati» da parte di Al Gore durante una seduta di massaggi nel lussuoso Hotel Lucia di Portland, dove l’ex vice di Bill Clinton era registrato con il nome di Mr. Stone. Kalee Kreider, portavoce della famiglia Gore, ha dichiarato che il premio Nobel, che soltanto poche settimane fa aveva annunciato la separazione da sua moglie, non ha nulla da dire in merito alla vicenda.
Secondo il tabloid americano National Enquirer, il primo a portare alla luce la vicenda, l’accusatrice sarebbe una donna di 54 anni. In base a un rapporto della polizia stilato nel 2007, le molestie sarebbero avvenute il 24 ottobre del 2006, giorno in cui Al Gore si trovava a Portland per una conferenza sui cambiamenti climatici. La donna avrebbe dovuto rilasciare la sua testimonianza nel dicembre dello stesso anno, ma rifiutò per ben due volte, il 21 e il 26 dicembre, di presentarsi all’appuntamento con le autorità. La donna «si rifiuta di cooperare con gli investigatori e perfino di denunciare un crimine», si legge nel rapporto. Il caso si è nuovamente aperto nel gennaio del 2009, anche se un nuovo rapporto spiega come dall’interrogatorio della massaggiatrice non siano emerse prove sufficienti a sostenere l’accusa.
Secondo il racconto della donna, la seduta di massaggi sarebbe avvenuta intorno alle 11 di sera e, nel presentarsi all’appuntamento l’ex vicepresidente avrebbe chiesto alla massaggiatrice di chiamarlo «Al». Durante il massaggio agli addominali, prosegue il racconto della donna, il premio Nobel avrebbe cominciato improvvisamente a gemere chiedendo poi di essere massaggiato nelle parti intime. «Sono rimasta scioccata - ha dichiarato la donna - Lui ha continuato a insistere e si è arrabbiato». «Lo choc è diventato ancora maggior quando ho capito che mi stava chiedendo favori sessuali». Al Gore avrebbe poi palpeggiato la massaggiatrice e cercato di avere un rapporto sessuale con lei, ma la donna sarebbe riuscita a liberarsi dalla sua stretta e allontanarsi.
«Non ho chiamato subito la polizia perché avevo paura che la cosa diventasse pubblica, che la mia reputazione venisse distrutta», ha dichiarato la donna. «Non sapevo cosa dire e avevo paura che non avrebbero creduto alla mia storia, perché non c’erano tracce di Dna».

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