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Bastava guardare il pallone

In un mondiale extra large in tutto, anche tecnologicamente parlando, nessuno vede un tiro che sbatte sul sostegno di una telecamera e che diventa un assist per un gol. Il che fa nascere un po’ la nostalgia di quando il calcio non era in mano ai robocop

Bastava guardare il pallone
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In questo Mondiale mostruosamente gigante voluto dal capo supremo Infantino, spesso inquadrato in tribuna mentre saluta come fosse il Papa, poi succede che con le mille telecamere che ci sono in giro si perdano i particolari importanti. Per esempio: l’assist della spider cam a chi lo assegniamo?

Il fatto è noto: un cavo della videocamera volante ha stoppato il rinvio del portiere della Norvegia e questo ha dato il via all’azione del pareggio dell’Inghilterra, che poi ha finito per vincere il match dei quarti di finale. Nessuno se n’è accorto, eppure il calcio è diventato uno sport per robocop: gli arbitri vanno in giro come fossero degli automi microcam compresa, la Var è pronta a sbandierare fuorigioco di un’unghia, il chip nel pallone si è perfino accorto in un’altra partita di un assist di capello per decretare un offside. Nonostante questo, stavolta neppure lui ha rilevato il tocco malandrino del cavo sospeso.

Diciamo la verità: la tecnologia nel calcio ha sicuramente portato più giustizia, poi però ci sono gli uomini. Gli arbitri fanno fatica a star dietro al football moderno, e alla fine son talmente distratti da mille sensori che non si ricordano più di guardare nel punto giusto. Bastava alzare lo sguardo per vedere il tocco del ragno (artificiale), e invece è stata poi un’altra telecamera ad inquadrare la telecamera per farcelo scoprire (ormai in ritardo).

In pratica, tutti mezzi tecnici oggi a disposizione alla fine ci stiamo distraendo dal punto principale, quello che il calcio resta comunque lo sport in cui 22 persone in mutande inseguono un pallone. E’ il motivo per cui una volta ci si divertiva anche se non c’erano telecamere. E soprattutto, a dirla tutta, non c’era neppure Infantino.

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