L'idea di Maroni: «Prof o medico superassessore»

Roberto Maroni è partito per la montagna. Il nuovo assessore a Salute e Welfare? «Ci penserò dal 16 agosto, dopo un po' di vacanza». A Ferragosto telefonerà per gli auguri, ormai un classico, a Silvio Berlusconi: occasione adatta anche a un confronto sulla Regione. Poi, il 20, vertice con gli azzurri Giovanni Toti e Mariastella Gelmini, con gli altri esponenti della maggioranza, e la scelta del futuro assessore a Salute e Welfare, accorpati dalla riforma della sanità approvata tra vari tumulti d'aula. «Su questa riforma ho avuto meno problemi con l'opposizione che con la maggioranza» dice Maroni.

Non tutto è risolto: ci sono problemi da Monza, Brescia e Bergamo, battaglie politiche per evitare il declassamento degli ospedali. Il governatore è fiducioso, nonostante la marea non sia sedata. Anche il professor Michele Zangrillo, che aveva fatto parte della commissione dei dodici saggi, contesta l'esito della legge e l'eccessiva ingerenza della politica: «Per diventare primari bisogna genuflettersi».

Maroni è dispiaciuto e spera in un riavvicinamento. Continua a delineare l'identikit del futuro assessore: «Su questa riforma ho messo la faccia. Ho ricevuto apprezzamento da politici, professori universitari, medici. Sceglieremo tra loro. Anche per altri ruoli». Ed ecco l'identikit del futuro superassessore: «Primo: deve essere uno (...)

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