M4, tra reperti e amianto ha già un anno di ritardo

Da Tricolore a San Cristoforo, 6 aree critiche. Chiudono altri due negozi. Fi: "Sconti fiscali"

M4, tra reperti e amianto ha già un anno di ritardo

Scavando tra corso Europa e via Cavallotti sono venute alla luce tombe del primo secolo. In De Amicis gli esperti hanno dovuto studiare a fondo se il muro emerso dal sottosuolo risaliva all'età medievale o romana. Reperti archeologici hanno bloccato a lungo le ruspe in zona Sant'Ambrogio mentre lungo il tratto tra Forlanini e Tricolore, dove la talpa «Stefania» in dieci giorni è avanzata di 140 metri, a fare da tappo al cantiere M4 sono stati i sottoservizi delle telecomunicazioni. Un braccio di ferro tra il Comune e le società su competenze (e soprattutto costi) per lo spostamento dei cavi e l'aggravante che nel rimuoverli a volte si scoprono filamenti di amianto e la pratica si fa più complicata. Sono sei le aree dove i lavori della metropolitana scontano già un anno di ritardo sul cronoprogramma iniziale. L'assessore alla Mobilità Marco Granelli, intervenendo ieri in Commissione a Palazzo Marino, ha citato Tricolore, Foppa, Sforza, De Amicis, Augusto e San Cristoforo. Nell'ultimo caso in particolare le bonifiche hanno richiesto tempi lunghi: si tratta di terreni confiscati alla mafia, con presenza di rifiuti solidi urbani. Le talpe inizieranno a scavare verso Solari da gennaio. Il Comune garantisce l'apertura del primo tratto tra Linate e stazione di Forlanini (tre fermate) entro il 2021, per consentire al più presto la connessione tra l'aeroporto e le linee del passante e delle ferrovie regionali. Per la tratta intera l'obiettivo era il 2022 ma gli imprevisti sorti in corso d'opera costringono a riprogrammare i tempi e i costi. Entro tre mesi la società M4 presenterà il nuovo cronoprogramma sull'apertura della tratta Ovest e Centro e le (eventuali) spese aggiuntive. «La situazione è in continua evoluzione - precisa Granelli - non per forza il ritardo di un anno oggi su un'area di cantiere significa che la M4 slitterà di dodici mesi, in alcuni punti siamo in anticipo, in altri si recupera». É la fotografia allo stato attuale. E ci sono almeno altre due incognite: cosa si troverà scavando sotto la zona Sforza-Policlinico, vicino alla Cà Granda, e i numerosi pozzi d'acqua sull'asse Forlanini-Tricolore, bisogna evitare la «collisione». L'assessore conferma che ci sarà la connessione tra M3 e M4, anche se «sapremo tra tre mesi se useremo a questo scopo la stazione di Crocetta o di Missori».

Granelli e il presidente della società Fabio Terragni ricordano che a regime la M4 trasporterà 86 milioni di passeggeri all'anno e ci sono 50 cantieri in corso. Non basta a sedare commercianti e residenti, presenti ieri in commissione. Lungo il tracciato continuano a chiudere attività, le ultimi in ordine di tempo sono la boutique Harrod's in via Foppa e il ristorante Tokyo Fish in via De Amicis. La portavoce del comitato Foppa-Lorenteggio, Orietta Colacicco, propone di creare lungo i 15 km di cesate «la galleria d'arte più lunga d'Italia e una zona franca, un mega outlet dove la gente venga a fare shopping nonostante i disagi e i negozi abbiano la riduzione Iva». La giunta ha già stanziato 6 milioni di fondi per alleviare i disagi ma il consigliere di Fi Fabrizio De Pasquale fa presente che «il sistema di incentivi assegnati con i bandi non funziona, serve un indennizzo automatico come gli sgravi su Tari e Imu». Per ora Granelli comunica che per favorire gli eventi del fuorisalone del Mobile sarà esteso il passaggio pedonale in via Durini, largo Augusto e San Babila.

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