Milano sposta l'"agenda" per riaprire le classi a metà

Così dal 7 gennaio torneranno a scuola il 50% degli studenti. Nuovi orari per negozi, sportelli e banche

Milano sposta l'"agenda" per riaprire le classi a metà

Il taglio dal parrucchiere dopo le 9.30, appuntamento dal commercialista dalle 10 in poi, la ricerca delle scarpe nuove potrà scattare dopo le 10.15. Dal 7 gennaio i milanesi dovranno abituarsi a una nuova agenda, obiettivo far tornare subito il 50% i ragazzi delle superiori in classe (e progressivamente il 75%). Per farlo è necessario alleggerire i mezzi pubblici nella fascia dalle 7 alle 10 del mattino. «Milano per la scuola» è il anche titolo del patto sottoscritto ieri in prefettura dal sindaco Beppe Sala e dal prefetto Renato Saccone con tutte le parte coinvolte. Il prefetto dopo settimane di confronto con Confcommercio, rappresentanti degli Ordini professionali e dei trasporti, mondo scolastico e imprese, Cgil, Cisl e Uil, ha ottenuto ieri la «piena adesione» di tutte le parti coinvolte.

Le nuove regole. La prima versione del piano faceva i conti sull'ingresso dopo le vacanze natalizie del 75% degli studenti, ma alla vigilia di Natale il ministro della Salute Roberto Speranza ha abbassato il limite al 50% (almeno) fino al 15 gennaio, costringendo presidi e prefetto a rivedere gli scaglionamenti. Ci saranno due turni di ingresso, il primo entro le ore 8 per il 40% degli alunni, il secondo (per il 10%) dopo le 9.30, la restante metà continuerà con la didattica a distanza. Il piano prevede già progressivamente il rientro in classe fino al 75% (il 50% al primo turno, poi il 25%), per sapere se scatterà dopo la metà di gennaio bisognerà attendere il via libera del governo. Per alleggerire i mezzi Atm e Trenord, che devono attenersi ancora alla capienza massima del 50%, dal 7 gennaio il commercio non alimentare (ad esclusione di edicole, tabacchi, farmacie e parafarmacie) partirà alle 10.15 (tra i settori coinvolti o abbigliamento, calzature, librerie, gioiellerie, profumerie ed erboristerie, elettrodomestici, arredamento, ottici, negozi di mobili per ufficio). I servizi alla persona (estetisti, parrucchieri, tatuatori, toelettatori) potranno invece aprire dopo le 9.30, idem banche, assicurazioni e servizi finanziari (con una percentuale di lavoro in smart working al 60%). Le aziende del settore manifatturiero sono invitate ad anticipare l'orario di ingresso entro le 8, le altre - in particolare settori amministrativi, direzionali e di consulenza - dopo le 9.30. I professionisti (commercialisti, avvocati, architetti ecc.) potranno ricevere dopo le 10, meglio su appuntamento, le università sono invitate a iniziare le lezioni in presenza dopo le 10. Per quanto riguarda la pubblica amministrazione, gli uffici al pubblico apriranno su appuntamento dopo le 9.30 (salvo quelli già fissati), metà del personale sarà in smart working, della metà in presenza il 10% potrà entrare scaglionato dopo le 9.30.

La rivoluzione si è basata su uno studio del Politecnico di Milano. La riapertura delle scuole «muoverà» 87mila spostamenti, 43.500 nella fascia 7-8 e 22mila in quella 8.30-9.30. Va compensata con la rimodulazione della domanda. Lo spostamento dell'orario di apertura di negozi, servizi alla persona e sportelli posticiperà circa 31.600 lavoratori e 32.500 utenti dalla fascia 7-9 a quelle successive. La misura più efficace secondo consiste nel rialzare il livello dello smart working: 10 punti percentuali «valgono» 37.500 spostamenti, la metà del numero degli studenti delle superiori. Sono state elaborate stime per ogni settori: nel terziario ad esempio potrebbero lavorare in smart 160mila addetti, nel pubblico 50mila, nei servizi bancari e assicurativi 97mila. Gli effetti del piano, ad esempio, sulla fascia da sempre più critica dalle 8 alle 9, dovrebbe portare al calo di 45.900 pendolari tra smart worker (13mila) e lavoratori e clienti di attività spostate in orari successivi (-32.900). Sala firmerà le ordinanze attuative dei «nuovi orari» entro il 4 gennaio. «Una concreta riorganizzazione dei tempi avrà riflessi positivi su un sistema complesso e vivace come quello della Città metropolitana e del capoluogo in particolare, abituato a ospitare ogni giorno, prima del Covid, oltre un milione di city users. E sarà un test fondamentale per l'organizzazione della città post pandemia» scrive il Comune. Sala ha già detto che Milano dovrebbe puntare a rendere permanenti i nuovi orari anche per alleggerire traffico e smog.

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