Quell'attimo fuggente sui volti della Patria

I loro nomi, purtroppo, risuonano sulle pagine dei quotidiani solo quando li si piange. E i volti? Per dirla con Montale, quasi sempre li recide la forbice dell'oblio. Eppure è proprio il volto a rendere ragione della nostra unicità di uomini che vivono e pensano e provano emozioni, a scavalcare l'aridità cronachistica di un articolo di giornale. Anche la nostra Italia ha un volto, anzi, migliaia di volti: sono quelli dei militari tricolore impegnati con coraggio e dedizione nelle missioni di pace all'estero. Si avvicina la festa della Repubblica e a palazzo Isimbardi, sede principale della Provincia di Milano, tutto è pronto per ospitare, da venerdì 31 fino al 14 giugno, la mostra «I volti dei militari italiani... i Valori della Patria in un'immagine», un'esposizione fotografica che a Roma, dove si tenne un anno fa, ha fatto registrare l'affluenza record di oltre 90.000 persone dall'Italia e dall'estero, con oltre 1.500 visitatori al giorno. L'evento, coordinato dalla Commissione Italiana di Storia Militare (Cism) e realizzato con il contributo degli Stati Maggiori e dei Comandi Generali, è stato fortemente voluto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che lo ha inaugurato personalmente l'anno scorso all'Altare della Patria. Non è facile, in queste occasioni, evitare i trabocchetti della retorica e le insidie degli ideologismi, e nemmeno sfuggire alla tentazione di spolverarsi l'uniforme e mettersi in posa.
Qui, però, a trionfare è il quotidiano eroismo dell'umanità: l'affettuosa dolcezza di un carabiniere che abbraccia un bambino o quella di un parà che gli presta l'elmetto, il sudore e la stanchezza di un pilota mentre scende dal suo aereo, la soddisfazione di una soldatessa che offre un dono e la serenità di un'altra che soffia nella sua tromba davanti a due bambini divertiti. C'è la determinazione di un carabiniere che forma e istruisce i corpi di polizia locale, c'è lo sguardo attento e, ammettiamolo, un po' nostalgico dei marinai che scrutano il blu dell'orizzonte. «Un'immagine dice di più e meglio di tante parole», scrive il ministro della Difesa Di Paola nella prefazione al volume della mostra. Infatti sono le immagini a parlare: fotografie intense che fissano attimi di tutti i giorni, ed esprimono i valori che animano le missioni all'estero, come lo spirito di gruppo, la solidarietà e l'incrollabile fedeltà alla nostra nazione. In mostra anche due filmati: uno sulla vita quotidiana in Afghanistan e l'altro sulle missioni già concluse.

Commenti