Possiamo solo incrociare le dita. È impressionante sentire il rappresentante del governo dire: «Non oso pensare a cosa potrebbe accadere l'anno prossimo durante l'Expo. Incrociamo le dita» perché potremmo fare una figura «ridicola e imbarazzante». Eppure è quel che sostanzialmente ha detto ieri Erasmo D'Angelis, responsabile della Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico, nella seduta congiunta delle commissioni Ambiente e Lavori pubblici di palazzo Marino, convocata per discutere degli interventi contro le esondazioni del Seveso. D'Angelis ha fatto il conto dell'impatto delle ultime esondazioni: «I danni - ha detto - sono stati finora enormi e solo con il costo di quelli di quest'anno avremmo potuto realizzare tutto il progetto dimessa in sicurezza: i danni dell'esondazione di luglio sono di 48 milioni, quelli dell'ultima sono pari a 80 milioni, per un totale di quasi 130milioni». Il piano di interventi concordato fra governo e enti locali ammonta a 145,3 milioni, ha ricordato, compresi 5,2milioni per un'area di laminazione del Lambro. A questi si aggiungono interventi per la pulizia delle acque per 95 milioni, finanziati con la tariffa idrica. «Non oso pensare a cosa potrebbe accadere l'anno prossimo durante l'Expo.
Incrociamo le dita - ha aggiunto - ma presentare ad altri Paesi una situazione del genere in una regione avanzata come la Lombardia e in una città come Milano è ridicolo e imbarazzante. Bisognava superare questa situazione già da tanto tempo e ora siamo in grado di farlo».La resa del governo «L'Expo sott'acqua? Ora dobbiamo incrociare le dita»
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