Stanze da due e visite no stop La rivoluzione del Policlinico

Addio camerate da sei, accesso ai parenti fino alle 20 E 13 nuovi letti saranno riservati ai ricoveri «extra»

Maria Sorbi

Addio camerate da sei, addio bagni comuni. Il Policlinico diventa più a misura di paziente e prende «piccoli» accorgimenti per migliorare la vita quotidiana all'interno delle corsie. In attesa della costruzione del nuovo ospedale, i cui mastodontici cantieri sono in corso, sono stati ristrutturati i reparti e l'edificio appare «vecchio» solo all'esterno.

All'interno è stato rimesso completamente a nuovo. Altra mini rivoluzione riguarda gli orari di visita. Basta con le restrizioni «dalle-alle»: i parenti potranno accedere alle stanze no nstop. Tutti i reparti del Policlinico avranno un unico orario di visita ai degenti, dalle 12 alle 20. Rimane comunque valida la possibilità per i visitatori di trattenersi oltre l'orario di visita, 24 ore su 24, nel caso il paziente abbia meno di 18 anni o più di 65 anni.

Altra novità è il completamento del padiglione Granelli, l'ultimo in ordine di tempo ad avere nuovi spazi ristrutturati: con questi lavori, ora l'intero Policlinico dispone di camere per la degenza con letti singoli o doppi, tutte con bagno privato. Andando così a superare i limiti di reparti fondati oltre un secolo fa, che però non erano più in linea con le esigenze dei percorsi di cura attuali. «L'ospedale è sempre più vicino al territorio» sostiene l'assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera. «L'ospedale - spiega Simona Giroldi, direttore generale del Policlinico - è ora pronto per reggere gli anni che ci separano dalla realizzazione del nuovo ospedale, in condizioni adeguate ai bisogni dei pazienti».

«Quella a cui stiamo andando incontro non è una semplice ristrutturazione - commenta Maria Domenica Cappellini, direttore del dipartimento di Medicina interna del Policlinico - ma una vera e propria occasione per rivedere tutti i percorsi di cura e di assistenza, e per riadattarli a misura di paziente. Parliamo di persone fragili, spesso anziane e che soffrono di molte patologie contemporaneamente. Sono casi complicati, in cui si sovrappongono diverse terapie e diversi specialisti. Anche per questo, un percorso di cura pienamente efficace non può che avvenire in un luogo capace di affrontare il caso a tutto tondo. La figura di riferimento è l'internista, che ha il metodo e le capacità di definire le priorità per il bene del paziente, e di poter fare la differenza anche dal punto di vista socio-economico. Poter indirizzare subito il percorso di cura verso le scelte più efficaci, piuttosto che essere in grado ad esempio di evitare terapie inutili o in conflitto tra loro, ha senz'altro un beneficio sia sulla salute del paziente».

Oggi cominceranno i trasferimenti di alcune unità operative, in modo da assegnare i nuovi spazi nel più breve tempo possibile e minimizzando i disagi per l'attività ospedaliera. Sono stati riorganizzati, e resi più a misura di paziente, 195 posti letto sui circa 900 di cui il Policlinico dispone. Al terzo piano del padiglione Granelli si costituirà la nuova area medico geriatrica, in raccordo con il Pronto Soccorso. Qui saranno ospitati i reparti di Medicina ad indirizzo Allergologia e immunologia, Emostasi e trombosi, e Geriatria, per un totale di 60 posti letto. E' stato ristrutturato anche il secondo piano del Granelli, per un totale di 36 posti letto, dove è ospitata la Medicina Interna.

Al primo piano del padiglione guardia-accettazione, sopra il Pronto Soccorso, sarà collocato il reparto di Medicina ad alta intensità di cura (44 posti letto). Qui troveranno spazio ulteriori 13 letti «di tipo dipartimentale», per far fronte ai periodi in cui i ricoveri vanno in «over booking». Annunciati anche tempi rapidi per la nuova camera mortuaria.

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Commenti

nonnoaldo

Mer, 23/11/2016 - 13:04

Sono stato recentemente ricoverato per due settimane in gastroenterologia. Camera a due letti, temperatura ed areazione molto buone, bagno privato spazioso e sempre pulitissimo, infermieri sempre presenti, disponibili, professionali e cortesi, così come lo staff medico ed il personale di servizio. Un buon motivo per votare NO al referendum poichè in caso di vittoria del SI la gestione della sanità lombarda sarà tolta alla regione ed accentrata a Roma, con invitabile livellamento verso i basso.