Mini ma glamour, ecco lo stile Blugirl

Milano«Lo stile è un gioco glamorous» dichiara Anna Molinari pensando alla giovane ragazza Blugirl che per nulla al mondo rinuncerebbe mai alla femminilità e alla freschezza, ma anche ai macro fiori, al camouflage e ai cromatismi energizzanti. E così ieri ha mandato in scena la tenerezza dei toni cipria per i bellissimi abitini, la concretezza dei cappottini beige con alte cinture obi e maniche arrotondate, l'ironia dei mini abiti totalmente ricoperti da paillettes e la seduzione di una serie di vestiti di chiffon stampati in tonalità che mettono d'accordo il bluette e il turchese o l'arancio con il verde. Indimenticabili i macro papaveri come moderno segno grafico e gli abiti da cocktail in chiffon stampato a suggestivi fondali marini. E poi la tuta in versione mini da portare con una t-shirt o maxi anche in versione sera in twill di seta. Ruches e dettagli couture mettevano in evidenza la bellezza degli abiti da cocktail in seta blu con maniche balloon. Un cerchietto per fermare i capelli e un costume da bagno con la scritta «I love you» sono stati il gran finale di una stagione tenera e raffinata.
Atmosfera positiva anche da Coveri dove Francesco Martini ha proposto come sinonimo di femminilità, bellissime stampe cactus, una pianta indipendente e forte come le donne contemporanee. E a chi gli chiedeva come si era comportato Mourinho quando si è trattato di approvare i disegni per le divise dell'Inter da lui disegnate, rispondeva: «Ha voluto vedere tutto per cui gli abbiamo mandato i disegni quando era in vacanza. Ha approvato senza esitazione. Abiti d'ordinanza perfettamente calibrati su fisici superallenati in tessuto blu cangiante e una cravatta sottile su cui campeggia il marchio».
Per Moschino Cheap&Chic il riferimento è la Pop Art esaltata soprattutto dagli accostamenti di bianco, nero e fucsia mixati come sempre a tanta ironia. Sulle t-shirt campeggiava infatti un'oca tridimensionale di chiffon. Bagno di folla invece per Ennio Capsa che ieri sera ha fatto sfilare la sua linea C’N’C in piazza del Duomo mettendo in scena un'anima decisamente romantica. «Pensando alla seconda generazione di ragazzi impallinati per la musica e per la natura, ha pensato a quando i grandi rockettari negli anni Settanta si trasferirono a Ibiza e per questo ho proposto il nero tinto a china vegetale, stampe di foreste solarizzate e tanto lurex come sottofondo degli impalpabili chiffon», ha detto lo stilista prima di esibire una collezione forte e moderna perfetta per un evento mediatico di quella portata. Ma la moda è anche buona e generosa perché con il debutto della collezione Cangiari - in calabrese significa «cambiare» - fortemente voluta da Santo Versace insieme a Carlo Rivetti, con il patrocinio di Camera nazionale della moda e Comune di Milano, si fanno lavorare il Consorzio Goel e le cooperative che in Calabria sono state oggetto di intimidazione da parte della ’ndrangheta. Una collezione artigianale e pregiata, rispettosa dell'ecosistema che, proprio per il suo nascere laddove tutto è difficile, parla d'impegno civile.