Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 06:18
Moda

“Aura” di Valentino. La bellezza nasconde il volto e incontra l’arte

Alla Fondazione di Roma dialogo serrato tra 38 abiti selezionati dall’archivio della Maison e 26 opere dell’artista polacca Ewa Juszkiewicz

Giammetti e Ewa Juszkiewicz

La prima cosa che pensi all’ingresso di PM23, l’elegante edificio nel cuore di Roma dedicato alle iniziative culturali della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, è che in meno di due anni qui hanno già allestito due mostre importanti (Orizzonti Rosso con 30 artisti di fama mondiale nel maggio 2025 eVenus con Joana Vasconcelos da gennaio a luglio di quest’anno) oltre ad aver ospitato la camera ardente del grande couturier scomparso il 19 gennaio scorso. Adesso è la volta di AURA (fino al 21 febbraio 2027) che prevede undialogo serrato tra 38 abiti selezionati dall’archivio della Maison e 26 opere dell’artista polacca Ewa Juszkiewicz. Di lei sappiamo solo che ha 42 anni e dal 2012 dipinge ritratti femminili di tipo rinascimentale dal volto coperto. Inevitabile pensare all’orrore del burka e ci sembra impossibile collegare tutto questo con l’Aura che è l’insondabile mistero del fascino e soprattutto con Valentino che era ossessionato da questo e dalla bellezza. Invece basta entrare nella prima stanza per capire che gli abiti del maestro s’incontrano con le opere dell’artista sul fronte del bello che è tanto soggettivo quanto universale. Il meraviglioso vestito rosso creato per l’alta moda A/I 2007-08 sembra infatti balzare dal manichino allo stupefacente quadro appositamente dipinto dalla Juskiewicz per la mostra. E l’elegante groviglio di tessuto sul volto della donna non ne nasconde la bellezza ma anzi la esalta. È così anche per gli ultimi meravigliosi

ritratti con i volti nascosti da fiori, foglie e arbusti da cui spuntano ciocche di capelli rossi e sensuali scorci di pelle nuda. Inevitabile a questo punto chiedere a Giancarlo Giammetti, l’uomo che ha trascorso 65 anni della sua vita accanto al couturier se Valentino costruiva gli abiti pensando prima al corpo e poi al volto o viceversa. «Di sicuro pensava prima al corpo – risponde – inoltre il vestito nasce in atelier dove c’è una mannequin che non sarà mai la donna che le porterà, quindi per lui il volto arrivava semmai in un secondo tempo. Questo processo creativo nei ritratti di Ewa Juszkiewicz è un po’ forte, una vera e propria metamorfosi ma è vero pure che dietro queste teste che non esistono, probabilmente c’è una bellezza che quasi si nasconde omeglio si percepisce nei dettagli. Valentino è stato l’artefice della bellezza e dei dettagli». Gli chiediamo quindi se ha fatto in tempo a parlargli di Aura e lui dichiara: «Abbiamo ideato insieme questa mostra. Avevamo già deciso da tempo che dopo la Vasconcelos ci sarebbe stata la Juszkievicz e in entrambi i casi siamo partiti dalle opere non dal fatto che fossero delle artiste. In questo progetto non ci siamo mai posti il problema di dialogare con un uomo o con una donna. Probabilmente anche la prossima mostra sarà con un’artista ma ciò che conta al di là del sesso è la risonanza tra le opere d’arte e le creazioni di Valentino.

Ad esempio nei quadri di Ewa ci sono dei bellissimi vestiti ripresi dal ’700, dall’800, e dai grandi francesi. Noi però non li abbiamo scelti per quello ma perché in ognuno di essi c’è una rappresentazione della donna e della sua potenza. Inoltre gli abiti di Valentino e i dipinti di Ewa s’incontrano su un tema: la metamorfosi. Certi abiti hanno il potere di trasformare le donne in angeli, regine, dee della natura o creature da sogno». L’ultima domanda è strettamente personale: la sua prima reazione quando ha visto il fenomenale ritratto in rosso Valentino accanto al fenomenale vestito rosso creato da Valentino. «Sapevo che sarebbe arrivato ma non me lo aspettavo così – dice trovo che Ewa abbia fatto uno sforzo encomiabile: creare un’intera donna, con un corpo femminile molto disegnato. Di solito lei mette dei tessuti sui suoi ritratti le forme praticamente scompaiono. Lì si è sforzata di entrare in Valentino e nella sua continua ricerca di bellezza».

Commenti