Mondiali, Renzo Bossi: "Io non tiferò per l'Italia" E Gigi Riva: "Se non sta bene, se ne vada via"

Il figlio del Senatùr: "Bisogna intendersi su che cosa significa essere italiano. Il tricolore, per me, identifica un sentimento di cinquant’anni fa". Poi rilancia: "In questi anni sono stati costruiti miti negativi sul mio conto: è passato il messaggio, falso, che fossi un ignorante"

Mondiali, Renzo Bossi: "Io non tiferò per l'Italia" 
E Gigi Riva: "Se non sta bene, se ne vada via"

Varese - Ai prossimi Mondiali di calcio Renzo Bossi, figlio del leader della Lega Nord, non tiferà per la nazionale di Macello Lippi. In una intervista al settimanale Vanity Fair in edicola domani, il figlio del Senatùr ha ammesso: "No, non tifo Italia". "Se non sta bene può anche andarsene dall’Italia, nessuno ne farà una malattia...", ha replicato Gigi Riva, team manager azzurro.

Sentirsi italiano Alla domanda poi se si sente italiano la risposta del figlio di Bossi è stata: "Bisogna intendersi su che cosa significa essere italiano. Il tricolore, per me, identifica un sentimento di cinquant’anni fa". Renzo BOssi, 22 anni, è il primogenito di Manuela Marrone e Umberto Bossi (il leader del Carroccio ha un figlio, Riccardo, dal primo matrimonio). Nelle ultime elezioni regionali ha preso 13mila preferenze nella provincia di Brescia diventando il più giovane consigliere regionale mai eletto in Lombardia.

L'iscrizione all'università "In questi anni sono stati costruiti miti negativi sul mio conto: è passato il messaggio, falso, che fossi un ignorante pluri bocciato con 12 mila euro al mese di stipendio". Non è vero che è un pluri bocciato? "Mi hanno bocciato due volte. La prima avevo 15 anni, ed era il periodo della malattia di mio padre - ha spiegato Renzo Bossi - ero confuso, stordito. La seconda è stata alla maturità nel 2008. Il mio esame era viziato: la prova di matematica era diversa da quella degli altri. Infatti ho fatto ricorso al Tar e l’ho vinto. La scuola mi ha consentito di ridare l’esame orale da privatista, ma era ovvio a quel punto che volevano bocciarmi: sono andato demotivato". Ora ha smesso di studiare? "No, sono iscritto all’università, a Economia - ha continuato il figlio del Senatùr - non in Italia, perchè non voglio trovarmi i giornalisti in aula quando faccio gli esami".

La replica di Gigi Riva "Se non sta bene può anche andarsene dall’Italia, nessuno ne farà una malattia...", ha ribattuto il team manager azzurro. "E' un’affermazione stupida e grave - continua Riva - se inizia così in politica non va molto lontano. Forse ha voluto farsi conoscere dicendo qualcosa di clamoroso, di esaltante. Ma l’Italia viene prima di lui e resterà anche dopo di lui. La Nazionale è sempre adoperata fuori luogo". Per l’ex Rombo di tuono la maglia azzurra "è l’unica cosa che ancora unisce. La politica ha toccato il fondo. Nel 2006 la vittoria mondiale e il calcio hanno salvato il Paese - conclude - hanno dato un’immagine positiva in tutto il mondo, cosa che la politica non ha dato".

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