Assassinio Kennedy, pubblicati 2891 documenti. Ma altri 500 restano top secret

Desecretati i documenti sull'assassinio dell'ex presidente Usa John Fitzgerald Kennedy, ucciso il 22 novembre 1963 a Dallas (Texas). Rinviata di sei mesi la divulgazione di circa 500 documenti per motivi di "sicurezza nazionale", in quanto ritenuti troppo "sensibili"

Assassinio Kennedy, pubblicati 2891 documenti. Ma altri 500 restano top secret

Alla fine Trump ha dato retta alla Cia e all'Fbi, mantenendo il segreto su alcuni documenti relativi all'assassinio di John Fitzgerald Kennedy. Per ragioni di sicurezza nazionale circa 500 documenti resteranno top secret. Almeno per i prossimi sei mesi. Pubblicati, invece, gli altri 2891, ora consultabili sul sito degli archivi nazionali di Washington.

Stiamo parlando di documenti che riguardano i tragici fatti del 22 novembre 1963, quando il presidente Kennedy fu ucciso a Dallas. Anche se rimane molto scetticismo alcuni sperano di poter trovare alcuni dettagli utili a fare luce su quanto accaduto, a partire dal viaggio che il killer, Lee Harvey Oswald, fece a Città del Messico due mesi prima dell'attentato, incontrando alcune spie cubane e russe.

La decisione di non divulgare tutti i documenti rischia di alimentare ancora l'enorme numero di teorie complottiste sullamorte di Jfk. Ne è convinto il deputato della Georgia John Lewis, icona del movimento per i diritti civili e amico del presidente Kennedy: "Credo che ci saranno storiografi, studiosi o scrittori, che porranno ancora questioni su cosa sia accaduto e come".

In almeno uno dei documenti desecretati, risalente al 1975 e denominato "sommario dei fatti", si parla di alcuni tentativi della Cia per uccidere il presidente cubano Fidel Castro. Il documento rientra nelle indagini sulla possibilità che dietro l’omicidio di Kennedy vi fosse Cuba. "La commissione ha determinato che agenti della Cia erano coinvolti in pianificazioni in questo Paese con determinati cittadini e altri per cercare di assassinare il premier Castro", si legge nel documento. In altri file relativi alle attività anti-castriste degli Stati Uniti si considera la possibilità di contaminare i raccolti a Cuba con "agenti biologici" che apparirebbero come fenomeni naturali. Il piano viene definito "Operazione mangusta".

In un altro dossier, sempre nell’ambito dei piani per ribaltare il regime castrista, viene illustrata la proposta di lanciare volantini sull’isola con i nomi dei funzionari comunisti da uccidere con vicino l’ammontare, differente per ciascuno di questi, della ricompensa.

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