Australia, al via inchiesta parlamentare su abusi contro i disabili

Nonostante il consenso bipartisan dietro l'avvio dei lavori della Royal Commission, quest'ultima, a detta dei cronisti locali, sarebbe stata munita di poteri investigativi "non specificati alla perfezione"

Il parlamento australiano ha in questi giorni deciso di istituire una "commissione d'inchiesta" sugli "abusi ai danni di persone disabili" verificatisi nel Paese negli ultimi decenni.

Tale iniziativa, promossa dall'esecutivo conservatore Morrison, è stata subito condivisa dai partiti di opposizione, i quali hanno salutato l'inchiesta come un "atto dovuto" nei confronti di persone "per troppo tempo emarginate". In base alle dichiarazioni rese ultimamente dagli esponenti della maggioranza, la Royal Commission dovrà indagare sugli "abusi sessuali" e sulle "violenze" perpetrati in passato, all'interno di "scuole e strutture pubbliche", nei riguardi di soggetti "affetti da infermità fisiche e mentali".

L'istituzione dell'organo investigativo parlamentare è stata negli ultimi mesi ripetutamente sollecitata dalle associazioni rappresentative delle vittime di tali abusi, le quali hanno affermato che nel Paese vi sarebbero al giorno d'oggi "migliaia" di disabili che hanno vissuto "sofferenze indicibili" per colpa di "pubblici funzionari", ossia per colpa di "insegnanti, infermieri, poliziotti".

Nonostante il consenso bipartisan dietro l'avvio dei lavori della Royal Commission, quest'ultima, a detta dei cronisti locali, sarebbe stata munita di poteri investigativi "non specificati alla perfezione". Dall'atto istitutivo dell'organo inquirente non sarebbe infatti possibile ricostruire l'"arco temporale" oggetto dell'inchiesta parlamentare né sarebbe possibile evincere la "durata" di quest'ultima.

Malgrado la "confusione normativa" alla base dell'istituzione della Royal Commission, le associazioni che raggruppano i disabili vittime di "violenze" hanno definito "fondamentale" la misura adottata dalle autorità al fine di "fare piena luce" su questa "pagina nera della storia nazionale". Ad esempio, la Disabled People's Organizations Australia ha espresso "soddisfazione" per la "lodevole" decisione del parlamento di Canberra, ma, al tempo stesso, ha affermato che i risultati dell'inchiesta rischiano di essere "irrimediabilmente compromessi" se quest'ultima non potrà contare sulla "collaborazione dei governi dei singoli Stati federati e delle autorità locali".

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