Cuba riforma la sua Costituzione: sì a economia di mercato e proprietà privata

L’isola di Cuba sta cambiando pelle con l’introduzione di una riforma costituzionale di 224 articoli che rivoluzionerà la politica socialista del paese. L’Avana avrà un’economia di mercato e tutelerà l’investimento privato

Cuba non è più comunista! Ecco come si può sintetizzare la recente apertura dell’isola cubana allo stile di vita occidentale.

In queste ore L’Avana sta considerando l’approvazione di alcune nuove leggi che andranno a riformare la Costituzione del paese, risalente al 1976 e già emendata tre volte nel corso degli anni. L'isola si appresta a riconoscere l’identità del nuovo modello della sua economia, passata da un’economia di stato socialista a un’economia di mercato internazionale. Inoltre il paese guidato per 50 anni da Fidel Castro tutelerà la proprietà privata, diritto sinora sconosciuto ai cittadini.

Nonostante le diverse rassicurazioni di Miguel Diaz-Canel, attuale presidente, “a Cuba, non ci sarà la svolta capitalista”, le influenze americane sull’economia del paese iniziano a far vacillare le basi ideologiche socialiste della storica carta costituzionale del paese.

La riforma costituzionale allo studio dell’Assemblea nazionale è composta da 224 articoli, che prevedono l’ampliamento del sistema economico del paese, incentivando forme di imprenditoria privata, che attualmente impiega circa 600mila cubani, ovvero il 13% della forza lavoro dello stato cubano.

Sembrano davvero lontani i tempi in cui a Cuba si lottava contro il nemico capitalista rappresentato in primis dagli Stati Uniti e dai paesi aderenti alle politiche e alle logiche economiche del mondo occidentale. L’Avana sembra aver capito che per sviluppare il proprio tessuto sociale ha necessariamente bisogno di ingenti capitali e di investimenti stranieri.

Il destino dell’isola è oggi riposto nella forza dei propri cittadini, ad un passo dall’ottenimento di una tanto agognata democrazia e di una sofferta libertà. Ma a che costo? Inevitabilmente Cuba perderà il fascino della sua autenticità, piena di tradizioni secolari e di valori "semplici", per forse perdersi in un violento turbinio fatto di ricchezza e materialismo derivante da un’americanizzazione alle porte e sempre più pressante.

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