La Germania mette le mani sulla Libia

Al posto di Bernardino Léon nel ruolo di inviato delle Nazioni Unite per la crisi libica arriva il tedesco Martin Kobler

La Germania mette le mani sulla Libia

Abbiamo sentito parlare spesso di Bernardino Léon, l'inviato delle Nazioni Unite nel difficile scacchiere della Libia. Tra poco al suo posto arriverà Martin Kobler, già capo della missione dell'Onu nel Congo (dove sono presenti circa 20mila caschi blu). E la Germania, così, "mette le mani" anche sulla Libia. Come riporta Repubblica per Kobler è arrivato il sì anche dell'Italia. Nonostante le parole del premier Matteo Renzi, che parlando alle Nazioni Unite aveva rivendicato il ruolo guida dell'Italia nella gestione della crisi libica.

Kobler è esperto ma non conosce la Libia, afferma un diplomatico internazionale che da mesi segue il processo di pace. E ancora: "Questa è una fase così caotica, in cui anche i più onesti dei libici giocano alle tre carte magari per miserabili interessi personali, ma contribuendo a rafforzare il caos nel negoziato".

Ma torniamo alla Germania. Oltre all'ultima pedina, quella di Kobler sulla Libia, può vantare propri uomini in numerose istituzioni europee: l’Europarlamento guidato da Schulz, il Fondo salvataggi (Regling), la Banca europea degli investimenti (Hoyer), il governatore della Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa (Welzel), il presidente della Banca dei regolamenti internazionali (Weidmann), il segretario generale e numero uno operativo della Bei (Trommel).

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