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I vescovi statunitensi vogliono fare santo un capo Sioux

Combattè contro Custer e convertì molto amerindi. Ma non mancano i dubbi

I vescovi statunitensi vogliono fare santo un capo Sioux

Potrebbe diventare santo e se così fosse sarebbe uno dei pochi nordamericani elevati a simbolo della fede cristiana e di certo il primo tra i nativi americani Sioux. I vescovi statunitensi si sono impegnati a perseguire il processo di canonizzazione per il capo Alce Nero.

Alce Nero, che era cattolico, girò il mondo con la compagnia itinerante di Buffalo Bill, ma combattè anche a Little Big Horn, nella leggendaria battaglia in cui gli indiani d'America affrontarono le truppe del generale Custer e assistette al massacro dei Sioux a Wounded Knee.

Nato nel dicembre 1863 in quello che è oggi il Wyoming, Hehaka Sapa (Alce Nero) visse il periodo dell'espansione verso Ovest degli insediamenti americani e la conseguente fine della civiltà Sioux, relegata in riserve dove arrivano a decine i sacerdoti intenzionati a convertire gli amerindi. Tra di loro anche quei preti gesuiti che gli indiani chiamavano "vesti nere".

Prima di farsi battezzare nel 1904, Alce Nero era stato un wichasha wakan, un guaritore tradizionale e leader spirituale per la sua gente. Dopo la conversione portò al cristianesimo centinaia di membri della sua e di altre tribù, insegnando loro la Bibbia e dicendo la messa, per poi morire nel 1950 nella riserva di Pine Ridge, nel Sud Dakota. Se prima della conversione il suo nome era Alce Nero, divenne poi Nicolas, perché la cerimonia del Battesimo si tenne il giorno di San Nicola.

A chiedere la canonizzazione del capo Sioux sono stati alcuni dei suoi discendenti, che nel marzo del 2016 hanno presentato una richiesta formale al vescovo di Rapid City, nel Sud Dakota, che ha poi a ottobre aperto ufficialmente il processo di raccolta di testimonianze sulla sua vita, che potrebbe eventualmente portare alla dichiarazione di santità.

Alce Nero non sarebbe il primo amerindo a venire canonizzato. Nell'ottobre del 2012 papa Benedetto XVI aveva già dichiarato santa Kateri Tekakwitha, patrona del Canada vissuta tra il 1656 e il 1680. Il caso non è però privo di controversie. Tra gli studiosi c'è chi dibatte sulla sua conversione, chiedendosi se fosse una scelta o se il capo Sioux abbia semplicemente ceduto alle pressioni dei missionari. Una discendente, l'attivista lakota Charlotte Black Elk, ha in passato usato parole molto critiche nei confronti della Chiesa.

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