Li Shanlan: un viaggio tra Cina e Italia

La stilista cinese Li Shanlan esprime la sua arte in nero

Li Shanlan: un viaggio tra Cina e Italia

Primitivo, ribelle, sfuggente, celato ed oscuro…queste sono le etichette che potrebbero delineare i costumi disegnati dalla giovane stilista cinese Li Shanlan. Li Shanlan, che ha ottenuto il titolo di “China’s Top 10 Independent Fashion Designers”, ha uno stile semplice, suggestivo e unico. Il suo brand Shadoevoxel fondato nel 2014 l’ha fatta emergere nel settore della moda, ed è stato molto apprezzato e seguito da numerose star del cinema maschile. Nei suoi modelli, nei punti, nelle linee disposte in modo casuale, si percepisce non solo il pensiero buddista insito nella filosofia tradizionale cinese ma anche lo stile europeo della rigorosa filosofia sartoriale occidentale, il tutto indissolubilmente legato alla sua formazione professionale in Italia.

Studia design maschile in Italia

Il primo sogno artistico di Li Shanlan era quello di disegnare aerei e razzi; ma poi è entrata per caso nel Beijing Institute of Fashion Technology per studiare fashion design. Durante l’ultimo anno del suo corso di laurea, sotto l’influenza del suo insegnante di moda maschile, professor Yang Jie, appena tornato dall’Italia, Li Shanlan è stata introdotta nel mondo del design maschile italiano e da allora non si è più guardata indietro. È entrata così in contatto con l’Istituto Marangoni, la scuola di livello più alto al mondo nel settore della moda, che ha rappresentato un punto di svolta nella sua carriera.

Quali sono le esperienze trascorse nell’Istituto Marangoni e come vede le sue influenze sulla sua carriera?

Li Shanlan: durante i miei studi in Italia, la mia scuola ha lavorato con il brand maschile Ermenegildo Zegna, seguendo una serie di progetti, tra cui capi di alta moda, abbigliamento da golf, abbigliamento casual, ecc. A quel tempo, ogni volta che facevamo visita alla sua fabbrica, restavo impressionata dal concetto di vita del brand, nonché dalla realizzazione e produzione dei materiali; in particolare mi ha colpito il fatto che l’Ermenegildo Zegna abbia iniziato le sua attività sartoriali con tessuti di lana, e che sia stato molto attento alla selezione dei materiali; questo mi ha ispirato molto perché i materiali sono davvero un anello molto importante nel processo di fashion design. Inoltre, l’Ermenegildo Zegna è molto rigoroso nella realizzazione dei modelli e invece di cercare lo sfarzo, si concentra maggiormente su fattori funzionali, quali la linea e la vestibilità. Inoltre, mi piace molto il colore di nero e ho scoperto che agli italiani piace vestirsi di nero perché preferiscono maggiore semplicità nell’espressione. Mi ricordo che quando frequentavo la scuola Marangoni, tutto era in bianco e nero, dai vestiti dei professori alle apparecchiature della scuola e perfino all’ambiente dell’ingresso principale dell’istituto, cosa che ha più o meno influenzato il mio successivo stile di design.

Le ragazze che studiano il design maschile sono tante? Quali sono i punti salienti nella prospettiva femminile sul design maschile?

Li Shanlan: la mia classe è per metà composta da studenti maschi e per metà da studentesse. da quanto ho avuto modo di notare, il design maschile realizzato da donne presenta dettagli più sofisticati, come ad esempio un ricamo con un disegno speciale o un motivo chic sulle tasche degli abiti, oppure un girovita che si adatta meglio al fisico. Realizziamo piccoli modelli per creare un legame emotivo con l’abbigliamento, il che è un vantaggio.

In Italia il design e la vita sono inscindibili

L’anno trascorso a studiare fashion design in Italia ha stravolto le idee stilistiche di Li Shanlan. Per lei, che studiasse a Milano, la capitale della moda, che girovagasse tra le calde acque di Venezia, o che passeggiasse tra i numerosi monumenti storici dell’antica civiltà romana, vengono maggiormente apprezzati il design e la creatività che si possono trovare ovunque nella vita quotidiana.

Quali sono i tesori più preziosi custoditi in Italia? Senza quest’esperienza, cosa sarebbe mancato al brand Shadowvoxel?

Li Shanlan: mi ha colpito maggiormente l’espressione del design italiano perché agli italiani piace esprimere i loro pensieri attraverso i concetti della vita quotidiana. L’obbiettivo del design è rendere migliore la vita e vivere la vita vuol dire creare bellezza, e questo è ciò che trovo più prezioso. Mi piace il Duomo di Milano, compresi il suo stile architettonico gotico e la sua cultura. A Milano c’è una via per i seguaci della cultura di punk. Loro si riuniscono per la strada, vestiti da punk e parlano dello stile punk…l’esperienza in Italia mi ha insegnato che la vita e il design sono inscindibili, e questo concetto ha ispirato tutti i miei progetti seguenti.

Quali sono le città italiane che ti piacciono di più e che ti hanno maggiormente ispirato?

Li Shanlan: Roma e Venezia. Ciò che mi ha colpito di più di Roma sono state le sue vecchie stazioni della metropolitana, particolarmente grigie, con molti graffiti e treni molto rumorosi che si muovevano e frenavano e la moltitudine di antiche rovine romane che giacevano dormienti nel sottosuolo. Mi manca la gelateria centenaria, dove una sera al tramonto sono passata e ho sentito una coppia di ultracinquantenni che si davano da mangiare il gelato a vicenda, che mi hanno salutato e poi hanno chiacchierato con me, dicendomi che erano soliti recarsi lì ogni anno per il loro anniversario, e io mi sono commossa e ho pensato che fosse una cosa straordinaria. Anche Venezia mi piace molto perché è una città particolarmente libera e affascinante anche grazie alla sua centenaria eredità di artigiani tradizionali delle isole Burano e Murano.

La creazione del brand Shadowvoxel deriva dalla mancanza di vestiti adatti

Dopo essersi diplomata all’Istituto Marangoni, Li Shanlan è entrata a far parte, come stilista tirocinante, del marchio italiano Larusmiani. Dopo essere tornata in Cina, è entrata nella Compagnia danese Jack Jones. Lei amava indossare vecchi abiti vintage, ma non riusciva a comprare quelli giusti perché o erano costosi o non avevano il look adatto a lei; per questo motivo ha voluto creare abiti per conto proprio dando così vita al proprio marchio Shadowvoxel. Il colore nero è diventato una delle caratteristiche più distinte tra i vestiti nel mercato cinese.

Ai suoi occhi cosa rappresenta il colore nero? Cosa potrebbe dare al nero un’espressione più ricca?

Li Shanlan: mescolando tutti i pigmenti insieme, si ottiene un nero senza alcuna tonalità di colore. Il nero mi piace perché è un colore in grado di comprendere tutto. Molte persone definiscono il mio design come uno stilo oscuro, ma io non la penso così. Si tratta di uno stato d’animo. Ad esempio, molti acquirenti del nostro brand comprano i nostri capi non per il loro colore, ma per un senso di ribellione oppure perché interessati alla storia del marchio. Gli abiti di colore nero potrebbero anche avere un’espressione ricca. Se si tratta di nero puro, gli posso conferire differenze in primo luogo in termini di materiali, come l’imbottito o le arricciature, o aggiungendo lucentezza; in secondo luogo, in termini di forma, per esempio, stringerò all’altezza delle ginocchia un paio di pantaloni svasati; in termini di stampa e disegno; nonostante le tonalità restino sempre principalmente bianco, nero e grigio, possiamo conferire al prodotto un’espressione diversa da quella originale; e anche in termini di colore. Ad esempio, aggiungendo tinte di blu, grigio, argento, rosso, o diverse tonalità di bianco, come il beige e il crema, il nero sembra meno opprimente.

Oltre al nero, quali sono gli altri punti chiave da notare nel suo brand?

Li Shanlan: grazie alla mia formazione professionale nel campo dell’abbigliamento maschile italiano, quando disegno abiti mi concentro maggiormente sulla struttura del corpo sulla comodità dei materiali e sulla diversa versalitilità degli abiti. In effetti, l’ispirazione è soltanto un’introduzione, quando si tratta di disegni specifici, è necessario esaminare rigorosamente la struttura stessa dell’indumento, come il tipo di bottoni da utilizzare, la forma della cerniera, la fodera dell’abito, lo stile del colletto e così via, e alla fine tutto riconduce
al corpo umano stesso. Per esempio, per quanto concernelo spolverino che ho disegnato per l’ultima collezione, l’esterno ha la forma di panciotto, mentre se lo osservi da vicino, vedi i particolari indistinti raffinati della forma di spolverino. Questo è un aspetto che ci piace esplorare. Quando lo indossi, scopri che questo abito somiglia ad un pulsante in cui ci sono tante storie nascoste. Questo è un modo per far entrare in contatto noi stilisti con i consumatori. Nel passato esponevamo i nostri prodotti al piano terra dello studio e i passanti entravano a vedere e provare i nostri abiti; mi piaceva perché si poteva comunicare direttamente con il cliente e il progetto diventava reale e tridimensionale.

La creatività nasce inconsciamente da momenti della vita quotidiana

Nella sua vita quotidiana, la stilista è una persona semplice e piena di idee creative. Che si tratti di un’esperienza passata, di un viaggio in corso nella natura, di una conversazione casuale con un amico, di un normale selfie, tutto alimenta continuamente la sua creatività Li Shanlan ci ha spiegato che ogni stagione, dopo che i temi sono stati stabiliti, le piace disegnare qualcosa, non limitandosi a materiali ordinari come carta e matite, ma utilizzando anche specchi, buste di plastiche, pietre ecc.

Seleziona inoltre materiale fotografico, da utilizzare come elementi per le sue creazioni suoi modelli incorporano le filosofie tradizionali cinesi, che sono concetti astratti, come li esprime nei suoi modelli di abbigliamento?

Li Shanlan: Mi interessa molto la teoria della filosofia tradizionale cinese che sottolinea l’armonia tra uomo e natura e che trascende la dimensione della natura e del super-io; per questo motivo inserisco nei miei prodotti elementi che riguardano la natura, tra cui i cerchi e le linee geometriche. Inoltre, per la selezione dei materiali, evito di usare la fibra sintetica, e, se sono costretta ad utilizzarla, provo ad apportare delle modifiche, utilizzando tecniche più naturali per creare la trama e l’effetto che desidero. In effetti, la mentalità di concretezza e ragione è anche utile; per esempio scrivo una serie di numeri arabi a caso in modo da creare un nuovo look. Il casuale, l’astratto, l’ordine e la razionalità costituiscono lo scenario; in una fase successiva potrai vedere il risultato casuale.

Ha citato che il design deriva dall’ispirazione della vita quotidiana. potrebbe condividere con noi delle storie di ispirazione innovativa?

Li Shanlan: nella serie “Break” ad esempio, abbiamo rottole forme vecchie per crearne di nuove. Mi ricordo che con il martello, abbiamo frantumato i vetri che avevano una forma prefissata e li abbiamo ristrutturati e colorati per dar vita a elementi e forme di abbigliamento. L’intero processo di creazione è casuale e spero di cercare e disegnare qualcosa di nuovo attingendo dalla casualità. C’è un’altra storia che spiega la nascita del mio ispirarmi alla vita quotidiana. Mi è capitato di accendere involontariamente la fotocamera frontale del mio telefono mentre chattavo con un amico, per poi scoprire che avevo fatto più di 50 scatti del tetto dello studio, con cerchi, punti e linee, pieni di bellezza disordinata. In seguito ho pensato che nei giorni ordinari siamo abituati a guardare in piano o in basso e raramente prestiamo attenzione alla vista sopra le nostre teste, quindi ho trascorso circa un giorno camminando ovunque volessi andare, con la testa rivolta in alto e la fotocamera accesa. Dopo essere ritornata a casa, mentre sistemavo le foto, ho scoperto che sopra la testa c’era un altro tipo di bellezza che ho poi incorporato nel mio fashion design.

Potrebbe condividere con noi la vita che desidera?

Li Shanlan: sdraiarmi in una casetta con le pareti di vetro immersa in una foresta, con panda e leoni. Amo la natura e il sole. Mi ricordo che una volta ho fatto un viaggio con i miei in un deserto al confine tra Mongolia Interna e Gansu; lì non c’era segnale. Mio padre era concentrato nei suoi scatti fotografici e io ero seduto a disegnare. Devo dire che è stato molto piacevole la sensazione del vento che ti accarezza le mani come se fosse la natura stessa a dipingere per te.

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